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Castiglion Fiorentino (Arezzo) - 24 Febbraio 2012

Castello di Montecchio (Castiglion Fiorentino, Arezzo)

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    Autoplay: Si No

Castello di Montecchio Vesponi, Castiglion Fiorentino, provincia di Arezzo, Toscana, Italia.
N.B. DIVIETO DI ACCESSO / NO VISIT (...).
I primi insediamenti sul colle di Montecchio risalgono all'epoca etrusco-romana, quando forse vi era un santuario pagano. Intorno al IX secolo vi sorse il castello, che in origine fu feudo dei Marchiones con interessi dell'Abbazia di Farneta. Vi ebbero diritti anche altri feudatari, come gli Orselli ed i Panzoni di Cortona, o i Da Vitiano. Nei primi anni del XIII secolo si alleò con il comune di Arezzo insieme agli altri castelli di Mammi e Monticello. Intorno al 1234 fu acquistato dal comune di Arezzo che lo ripopolò, lo trasformò in un comune semilibero e ne fece una piazzaforte contro Castiglion Fiorentino e Cortona. Nel 1281 il comune di Arezzo attuò un ampliamento delle mura castellane, dando luogo all'attuale fortilizio ed inserendo nuovi nuclei familiari al suo interno. Nel 1289, dopo la sconfitta subita da Arezzo da parte di Firenze nella battaglia di Campaldino nella quale combatté anche Dante, Montecchio divenne possesso fiorentino. Ritornò ad Arezzo nel 1303 e nella prima metà del XIV secolo fu utilizzato quale piazzaforte nelle frequenti guerre contro Perugia. Verso il 1383, approfittando delle drammatiche condizioni di Arezzo, ormai impossibilitata a difendere i propri territori, il castello di Montecchio fu occupato dal celebre capitano di ventura inglese John Hawkwood, conosciuto in Italia con il nome di Giovanni Acuto, che vi realizzò una sua residenza. Alla morte dell'Acuto (1394) Montecchio divenne proprietà del comune di Firenze e fu sede di funzionari fiorentini, che vi amministravano la giustizia. Con la riforma delle autonomie, realizzata sul finire del XVIII secolo dal granduca Pietro Leopoldo, nel 1774 fu soppresso il comune di Montecchio ed unito a Castiglion Fiorentino. Nel XIX secolo il castello di Montecchio, suddiviso fra numerosi piccoli proprietari di povere abitazioni, fu acquistato dal banchiere Servadio che ne iniziò i restauri. Alla sua morte fu venduto dagli eredi alle famiglie Budini e Gattai, che per successivi imparentamenti divennero i famosi Budini-Gattai, proprietari di varie fattorie toscane e di pregevoli palazzi fiorentini. I Budini-Gattai ne restaurarono la torre e ne continuarono i lavori di consolidamento. Ormai abbandonato ed in rovina, nel 1979 Montecchio è passato in proprietà della contessa Orietta Floridi che lo ha ristrutturato. Il castello, posto sulla vetta del colle, domina la Val di Chiana. Il suo severo profilo e la sua agile torre (circa 30 metri) sono visibili anche a chilometri di distanza. Le sue mura, intervallate da 8 torricelle, si sviluppano per un perimetro di 263 metri, entro cui svetta il mastio, attualmente residenza privata. Le mura dai merli guelfi presentano ancor oggi al loro interno i segni delle abitazioni contadine e tra gli oliveti circostanti sorgono i resti di alcune casupole del borgo, nei secoli passati abitate da poveri agricoltori.