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Cagliari, Sardegna - 4 Marzo 2011

Brucia una roulotte al campo nomadi di Cagliari

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video di baradel

Tragedia sfiorata oggi al campo rom di Cagliari.
Stamane intorno alle ore 11, 30 è scoppiato un incendio, per cause ancora da chiarire, che ha interessato una delle roulotte del campo rom della ss 554 di Cagliari.
Solo la buona sorte ha evitato ustionati o, peggio, delle vittime.
Secondo le testimonianze di alcuni lavoratori della zona, si sarebbe udita una forte esplosione accompagnata dalle fiamme, subito propagatesi a due baracche vicine alla roulotte colpita dall'esplosione. Si parla di una bombola del gas, ma non è confermato.
Sul posto sono subito intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri.
La popolazione del campo nomadi sembrava visibilmente scossa.
Ci domandiamo come sia possibile che l'amministrazione comunale cagliaritana, oltre a permettere questo ghetto cittadino indegno di un Paese civile, oltre a permettere la discarica abusiva e l'incenerimento sistematico di qualsivoglia rifiuto, possa girare la testa dall'altra parte mentre più di duecento persone, tra cui molti bambini, vivono quasi come bestie, in deroga ad ogni standard igienico, e civile.
Domandiamo al sindaco e alla Asl n 8 di cagliari: perchè non verificate l'abitabilità delle dimore della comunità rom e, nel caso essa non sussista, perchè non adottate i necessari provvedimenti?
Questo accampamento è pericoloso per l'ambiente, la salute e la stessa vita dei suoi abitanti. Prendiamone atto.

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villaritalia

Oggi poteva finire tragicamente, ma per fortuna la pioggia e l'assenza di vento hanno evitato che il fuoco si propagasse a tutto il campo. I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente evitando il peggio. Il fuoco dalla roulotte si è propagato a due baracche anch'esse distrutte. durante l'incendio ci sono state due esplosioni una delle quali molto forte dovuta probabilmente ad una bombola.I bambini correvano in preda al panico ma fortunatamente, credo che nessuno abbia riportato ferite gravi.

baradel

Hai detto bene: per fortuna. Ma dovrebbe essere il sindaco e i suoi sodali che occupano il palazzo del potere in via Roma a impedire che si creino certe situazioni. Il sindaco Floris ha mantenuto un ghetto al di fuori di ogni legalità. O meglio: se gli zingari rubano prime pagine sui giornali e elicotteri dei Carabinieri alla ricerca dei colpevoli; se invece gli stessi rom deevastano l'ambiente e avvelenano i residenti, la giunta cagliaritana (che vive in centro) non muove assolutamente un dito. Fino alla prossima tragedia dove, dopo ipocrisia e lacrime di coccodrillo di circostanza, tutto tornera' come sempre. Solo la lotta dei residenti e dei lavoratori della zona, organizzati tra loro, potrà portare a un cambiamento. Grazie per il tuo contributo.

villaritalia

Stefano Deliperi "All'allarme ambientale, per il cocktail di diossina respirata e di discariche incontrollate, (sulla quale però hanno una responsabilità anche i tanti cagliaritani che ne approfittano per gettare in tutta l'area rifiuti di ogni genere), si può aggiungere un grave problema di convivenza civile da non sottovalutare. Con il clima di razzismo ? sapientemente alimentato da chi ne vuole trarre un tornaconto elettorale ? che monta in Italia e Sardegna c'è il rischio che queste vicende portino anche da noi a veri e propri tentativi di pogrom verso la comunità nomade. A volte mi viene da pensare che il comune non intervenga proprio per arrivare all'esasperazione dei residenti e avere poi una scusa per gli sgomberi indiscriminati, dunque per liberarsi del problema". Le parole di Gianni, un residente nel quartiere cagliaritano di Mulinu Becciu, sono molto chiare e rispecchiano la gravità di una situazione in via di rapido deterioramento per il sostanziale disinteresse mostrato dalle amministrazioni pubbliche competenti, in primo luogo il Comune di Cagliari. La vicenda è quasi banale nella sua semplicità. Il campo nomadi, sulla S. S. n. 554, è ormai da anni il crocevia di attività più o meno lecite legate al recupero del rame e di altri metalli. Un'attività che coinvolge con ogni probabilità vari esponenti della comunità rom residente nel campo e, forse, aziende locali. I materiali contenenti metalli (cavi, condotti, rifiuti di vario genere, ecc.) vengono accatastati e depositati nelle zone contigue del campo, anche ai margini della trafficatissima strada statale, e periodicamente incendiati per recuperare i metalli medesimi. Tutto avviene sotto gli occhi di chiunque, di notte e anche di giorno. Centinaia di residenti e di lavoratori sono costretti ? loro malgrado ? a vivere e a lavorare in mezzo a fumi maleodoranti, incendi e rischi per l'incolumità di persone e beni. La situazione è ormai divenuta intollerabile per chi vive e lavora nella zona e si è rivolto inutilmente innumerevoli volte finora alle autorità competenti, le quali sembrano aver sottovalutato anche le conseguenze sulla convivenza civile fra residenti e rom: nei giorni scorsi, dietro loro numerose preoccupate richieste, ancora una volta le associazioni ecologiste Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (8 ottobre 2010) a una nuova richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione degli opportuni provvedimenti (dopo quella del 3 aprile 2010) al Sindaco di Cagliari, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, al N.O.E. dei Carabinieri (informandone, nel contempo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari), relativamente alla presenza di cumuli di rifiuti abbandonati e periodicamente bruciati lungo la strada statale n. 554. In seguito alla precedente istanza ecologista della primavera scorsa, il Comune di Cagliari ? Area gestione del suolo ? Servizio igiene del suolo aveva comunicato (nota n. 102888 dell'11 maggio 2010) di aver provveduto (analogamente a quanto effettuato nel giugno 2009) "alla pulizia, raccolta e conferimento in siti di smaltimento, dei materiali prodotti all'interno del campo nomadi e nelle adiacenze", richiedendo al Corpo di Polizia Municipale e all'Assessorato alla tutela dell'ambiente della Provincia di Cagliari "di intensificare l'attività di vigilanza sull'area, al fine di evitare ulteriori fenomeni di degrado". Un importante risultato, ma tutt'altro che risolutivo, vista la carenza nella vigilanza, nei controlli ambientali e, soprattutto, nelle politiche di assistenza sociale e di integrazione. Ed è ora di intervenire, senza rimpalli e ulteriori ritardi, prima che la situazione degeneri sul piano ambientale, igienico-sanitario, della sicurezza stradale e ? soprattutto ? della serena convivenza sociale.