I lavori all'interno dell'aeroporto Dal Molin sono proseguiti negli ultimi giorni, violando la legalità visto che, senza un progetto definivo, vengono
piantati i primi pali delle fondamenta.
Ma Vicenza non si è arresa: l'occupazione dell'area civile del Dal Molin, la fiaccolata sotto la pioggia, i primi blocchi parziali e temporanei della
settimana passata ci dimostrano che opporsi è possibile. Fermarli si può, ma fermarli tocca a noi.
Martedì 10 febbraio 2009, dalle 6 del mattino, si svolgerà la prima giornata di blocco totale del cantiere. Pacificamente, impediremo l'ingresso dei mezzi e degli operai in Via Ferrarin. Di fronte all'imposizione del progetto opporsi è un diritto della città.
*APPELLO* Ci rivolgiamo a tutte e tutti le/i vicentini: partecipate, fate partecipare amici e parenti, se possibile prendete permessi dal lavoro. Dobbiamo difendere la nostra terra da una nuova base di guerra! Questa è casa nostra, noi la difenderemo!
Il 17 febbraio 2007 dicevamo che "se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia"; nei prossimi giorni e nelle prossime
settimane possiamo costruire la realtà che vogliamo: una terra senza nuove basi militari.
Sospesa ogni garanzia democratica Le forze dell'ordine, hanno messo l'area limitrofa al Dal Molin e l'intero territorio vicentino in stato da coprifuoco militare. Ogni assembramento di più di 3 persone è considerato manifestazione non autorizzata e i cittadini minacciati di arresto; ogni iniziativa di opposizione pacifica al cantiere per la nuova base Usa è considerata violenza. Nessun canale di dialogo è stato concesso ai manifestanti.
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