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Roma, Lazio - 4 Settembre 2010

Bliz Polizia Municipale Roma intervista Marco Milani

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Il Messaggero Cronaca di Roma - Domenica 05 Settembre 2010

Parcheggiatori abusivi, scatta il blitz
«Se vuoi lavorare qui, ci devi pagare»
Retata da Testaccio all'Eur con vigili travestiti da posteggiatori: otto arresti
Minacce ai vigili travestiti da parcheggiatori abusivi impegnati a sgominare il racket
di LAURA BOGLIOLOdi LAURA BOGLIOLO
«Questa è zona nostra, devi chiedere il permesso un mese prima se vuoi lavorare qui e devi pagarci». E' la formula standard che usano i parcheggiatori abusivi per minacciare chiunque voglia invadere il loro territorio. La frase usata venerdì sera contro un agente della polizia municipale in borghese che ha finto di chiedere soldi e che conferma l'esistenza di un vero e proprio racket dietro il business dei parcheggiatori abusivi: un'organizzazione criminale che si spartisce 113 zone di Roma, gestita da persone appartenenti a 13 diverse nazionalità, con una netta prevalenza di italiani, egiziani e turchi. La scorsa settimana un pregiudicato romano di 48 anni è stato arrestato mentre estorceva denaro a un parcheggiatore abusivo bengalese del lungotevere.
L'operazione, condotta nella notte tra venerdì e sabato, dagli uomini del reparto di polizia giudiziaria del XVII Gruppo diretto da Antonio Bertola e del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana, ha portato al fermo e alla denuncia di otto parcheggiatori abusivi.
«L'intervento - ha commentato Fabrizio Santori, consigliere Comunale e presidente della Commissione Sicurezza, che ha partecipato all'operazione - dimostra che dietro ai parcheggiatori abusivi esiste un vero e proprio racket che deve essere sradicato una volta per tutte perché spesso la semplice sanzione e il sequestro dei proventi non scoraggia il fenomeno».
A Testaccio in quattro hanno circondato l'agente in borghese: tre turchi e un algerino. Due di loro gli hanno intimato: «Questa è zona nostra, o paghi o te ne vai». C'è stato anche chi ha chiesto di aspettare un mese prima di poter entrare nel giro. Quello è il loro territorio: non si ammettono intrusioni e se si vuole entrare nell'organizzazione è necessario "fare la fila", aspettare almeno un mese, subire una specie di colloquio e stare al gioco, ossia pagare il pizzo. In zona diversi agenti in borghese fingevano di essere coppiette in cerca di parcheggio. Poi il segnale del finto parcheggiatore abusivo (via il cappellino) che ha fatto scattare i fermi. Due sono stati denunciati anche per violenza privata, per altri due è scattata la sanzione (la multa va dai 709 a 2850 euro) e il sequestro dei proventi della serata.
L'operazione, disposta dal comandante generale del Corpo della Polizia Municipale Angelo Giuliani, coadiuvata dall'istruttore di polizia municipale Marco Milani, è continuata all'Eur, nei pressi di via delle Tre Fontane. Anche qui un'altra conferma del racket dei parcheggiatori abusivi. L'agente in borghese è stato avvicinato da due romeni, madre e figlio, che gli hanno proposto una spartizione della zona. L'agente ha cambiato via e ancora una volta ha subito le minacce da parte di altri due parcheggiatori abusivi, questa volta italiani.
In tutto sono stati otto i parcheggiatori abusivi fermati e denunciati. Tra loro 5 pluripregiudicati. S.L., 50 anni, alle spalle ha reati quali omicidio doloso, rapina, rissa, armi e ricettazione, denunciato all'Autorità Giudiziaria per violazione delle misure di sicurezza. D.I., 34 anni e T.A., 45, hanno commesso in passato reati di violenza privata. Altri non erano in regola con il permesso di soggiorno.
«Abbiamo lanciato un segnale forte alle organizzazioni criminali che gestiscono il fenomeno - ha aggiunto Santori - dietro qualsiasi volto in città potrebbe nascondersi un agente delle forze dell'ordine pronto ad intervenire per catturare in flagranza gli abusivi».

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