CRISI ECONOMICA: aumentano i FURTI NEI SUPERMERCAtI (+4,1%), COSI' IL TACCHEGGIO "TASSA" LE FAMIGLIE ITALIANE DI 163,64 ? l'ANNO.
Per il Barometro dei furti nel retail, differenze inventariali balzate all'1,28% del fatturato. Nell'ultimo anno in Italia, rubati dagli scaffali prodotti per 3 miliardi di euro.
Milano, 17 Novembre 2008 ? E' allarme tra i commercianti italiani per l'aumento di quelle che in gergo vengono chiamate differenze inventariali, ovvero quei prodotti che messi sugli scaffali dei supermercati non vengono venduti perché rubati da clienti, dipendenti e fornitori. Se in Europa le differenze inventariali nel corso degli ultimi 12 mesi sono cresciute moderatamente (+0,8%), l'Italia con un aumento del 4,1%, è tra i paesi con il maggior incremento percentuale di differenze inventariali sul fatturato, salite all'1,28% rispetto all'1,23% del 2007, per un ammontare di 2,97 miliardi di euro di furti perpetrati ai danni di supermercati e grandi magazzini italiani, che rappresentano una indebita tassa sui consumatori onesti da parte dei taccheggiatori.
Sono questi i primi preoccupanti dati che emergono dal II Barometro mondiale dei furti nel retail, commissionato da Checkpoint Systems (multinazionale specializzata nella produzione di sistemi per la sicurezza e la protezione dei prodotti) e condotto dal CRR (Centre for Retail Research) diretto dal Professor Joshua Bamfield, che ha raccolto i dati sulle differenze inventariali, ovvero sulle perdite dovute a furti, frodi o danni, di 920 importanti retailer di 36 paesi distribuiti su cinque continenti, responsabili di 115.612 punti vendita e con un fatturato complessivo di 554.454 milioni di euro.
Lo studio presentato oggi a Milano, rivela che a fronte di una riduzione globale dell' 1,5% e di un moderato incremento (+0,8%) in Europa nei tassi di differenze inventariali, l'Italia è il terzo Paese al mondo ad aver registrato il maggior aumento nell'ultimo anno (+4,1%) subito dopo Austria e Svizzera rispettivamente +7,4% e +5,2%, che però registrano differenze inventariali più basse in termini assoluti (1,01%).
I furti commessi da parte dei clienti rappresentano la causa principale delle differenze inventariali per quanto riguarda i retailer, con una percentuale del 49,5 % pari a 1.470 milioni di euro seguiti dai furti ad opera dei dipendenti (30 %) e fornitori (6,7 %). Rispetto alla media europea, l'Italia registra un livello maggiore del 2 % circa di perdite dovute ai furti da parte dei clienti.
IN CRESCITA I FURTI DI VESTITI E VIDEOGAME, MA SALGONO ANCHE GLI ALIMENTARI.
Ma quali sono gli articoli piu' rubati in Italia? Il maggiore incremento l'hanno fatto registrare i capi d'abbigliamento, cresciuti del 18,3% negli ultimi 12 mesi. Ma non sono solo beni voluttuari oggetto delle attenzione dei ladri tanto che si registrano sempre piu' furti (+16,3%) di generi alimentari in particolare tra i "freschi" e spesso di valori modesti. Al terzo posto salgono i prodotti high tech (+12,6%) per i quali i furti sono stati particolarmente elevati sulle nuove linee di prodotti e articoli di richiamo quali i videogiochi del momento, Ipod e fotocamere digitali, oltre che sui prodotti natalizi. I retailer hanno stimato di aver perso in media dal 5 all' 8 % delle nuove linee di prodotti per i grandi titoli o gli articoli natalizi.
Il famoso detto "vanno a ruba" si conferma dunque quanto mai appropriato. Per correre ai ripari, se i supermercati più piccoli mettono sotto chiave i beni più preziosi, le grandi catene puntano su barriere "intelligenti" a radiofrequenza, etichette antitaccheggio sottilissime, sempre più piccole e invisibili che possono essere inserite all'interno dei prodotti direttamente in fabbrica e molto difficili da manomettere, ma anche su videosorveglianza collegati a software di gestione degli allarmi e personale antitaccheggio. Perché quello che si chiude a chiave non si ruba, ma si vende ancora meno.
"La funzione principale della maggior parte dei sistemi per la gestione delle differenze inventariali è di creare un forte deterrente contro i furti rendendo il rapporto rischio/guadagno, meno attrattivo per i potenziali ladri ", dice Mariano Tudela, Direttore Generale Checkpoint Systems per il Sud Europa. "La gente è abituata a mantenere il medesimo stile di vita anche nel momento in cui perde il proprio lavoro oppure se si trova con un lavoro meno pagato a causa della recessione. I 3 Miliardi di euro di differenze inventariali registrati in Italia mandano un messaggio fortemente deterrente alla societa' in generale. Nei prossimi anni, i sistemi e i processi avranno bisogno di migliorie costanti per limitare il numero dei furti."
Sempre secondo la ricerca di Checkpoint Systems a sorpresa i più presi di mira dai ladri sono stati i discount con un incremento del 6,2% nell'ultimo anno e i piccoli supermercati (+4,6%). Un lieve calo dei furti si è invece rilevato negli Ipermercati (-0,2%) sempre piu' protetti e controllati grazie agli investimenti intrapresi negli ultimi anni. Ma qual è l'identikit del ladro da grande magazzino? Secondo la psicologa Isabella Corradini, Professoressa di Psicologia Sociale applicata al crimine presso l'Università degli Studi dell'Aquila, è possibile individuare più tipologie di ladri/taccheggiatori in funzione delle motivazioni e degli strumenti impiegati per compiere il furto. Se infatti i professionisti considerano il taccheggio un vero e proprio "lavoro" al punto da investire tempo e risorse per la sua pianificazione (i cosiddetti furti su commissione), diverso è il caso dei dilettanti/occasionali sia perché la metodologia impiegata non è paragonabile a quella dei professionisti sia perché il compimento del furto è sporadico e non sistematico (si pensi alla persona che ruba per necessità). Anche il tipo di merce sottratta è essenziale per identificare i diversi ladri, le donne dai 30 anni in su sono infatti particolarmente dedite all'abbigliamento, alla lingerie ed ai prodotti cosmetici, gli uomini preferiscono soprattutto vini pregiati e superalcolici mentre i giovani puntano allo "status symbol" e all'ultima novità in fatto di telefonini, ipod e videogame. Prodotti quasi sempre "voluttuari" e costosi dunque, tranne che per le famiglie ed anziani in difficoltà economiche, sorpresi sempre più spesso a sottrarre prodotti alimentari e quasi sempre poco costosi "perché chi è costretto a rubare per necessità, al contrario degli altri, lo fa solo per lo stretto indispensabile e cercando di arrecare anche il minor danno possibile."
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