Roma, Lazio - 18 Marzo 2009

Auguri a Bobby Solo - Se piangi, se ridi






















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Nato a Roma il 18 marzo 1945, cantante

Nel 1964, Festival di Sanremo: Bobby Solo insieme a Piero Focaccia e a Gigliola Cinquetti alloggia in un sottoscala dell'Hotel Royal. Ma il giorno dopo, con la presentazione di Una lacrima sul viso (parole di Giulio Rapetti, in arte Mogol), l'Elvis Presley italiano, viene subito trasferito in una suite all'ultimo piano.
Inizia così, a 19 anni, la favola di Bobby Solo. In realtà il brano, cantato in coppia con l'americano Frankie Laine, non ha fortuna in riviera. L'emulo del grande re di Memphis, per la paura e l'emozione, fra mille polemiche e controversie, canta in playback; Laine, invece, è costretto ad operarsi ai denti all'ultima ora. La vendetta, però, arriva l'anno successivo: vince con Se piangi se ridi (canzone che si basa sugli accordi di una composizione di Presley) in coppia col celebre gruppo americano The Minstrels, tra le cui fila militano personaggi come Kenny Rogers, Kim Carnes e Barry McGuire.
Bobby Solo, appassionato di Marlon Brando e James Dean, può comprarsi la sua prima macchina da sogno: una Porsche Carrera, rossa con l'interno in pelle nera. La sua carriera va a gonfie vele con brani come Non c'è più niente da fare, Siesta, Domenica d'agosto, Una granita di limone. E con Zingara, scritta dal suo buon amico Gianni Morandi, altra vittoria a Sanremo: nel 1969 in coppia con Iva Zanicchi. Poi è la volta di San Francisco: Bobby Solo porta anche in Italia il sound tipico della musica hippy. La canzone, che era stata confezionata per Milva (l'artista si rifiuta di cantarla), vende 250 mila copie.
Con la fine degli anni Sessanta, però, il cantante conosce il primo vero momento di declino. Risente del radicale cambiamento di gusto da parte del pubblico e dell'industria musicale italiana, a volte è costretto a fare concerti di fronte a poche decine di persone. Tuttavia Bobby Solo non rinuncia al suo primo amore, il rock and roll, al suo mito, Elvis. Ripresenta ballate romantiche e ripropone Una lacrima sul viso. Ritorna in auge. Ma comunque va incontro ad alti e bassi: Gelosia (1980), pensata durante un viaggio in Sud America, Non posso perderti (1981), Tu stai (1982) sono ormai successi solo estemporanei.

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