Indecenza? Sgomento? Moderno fascismo? Stato di abuso polizesco? Tutto calcolato? Sono diverse le sensazioni e le riflessioni provocate vedendo il video sui fatti del 9 Ottobre davanti al liceo Umberto e dopo una settimana, il dato più signifacativo è quello che riguarda la totale incapacità di gestire il dissenso in ogni sua forma espressiva da parte dei tutori dell' ordine pubblico.
Preferiamo non rielaborare un ulteriore descrizione degli eventi , quello che sappiamo è che 3 ragazzi sono stati arrestati e rilasciati 2 giorni dopo, data l'assenza evidente di una reale motivazione sulla quale basare l'arresto stesso.
Quello che si stava svolgendo era un normale volantinaggio davanti alla scuola contro le aggressioni e le minacce da parte di militanti di casa pound ad alcuni studenti. L' esca che ha portato all'arresto è stata la "solita" richiesta di generalità sfociata in una lucida trappola per "educare" questi studenti faziosi e rompicoglioni. Il punto è che questa tattica non sempre funziona.
E' abbastanza chiaro che il questore Marangoni aspira da tempo a far carriera ( proprio ieri 15 ottobre, è stato promosso a questore di Milano) e in tutti i posti in cui ha operato il suo stampo è di chiara origine repressiva nei confronti di ogni eventuale minaccia alla legalità. La differenza è che Palermo non è Padova, differenti sono le emergenze sociali e un equazione "più legalità = più polizia" porta in sè la legittimazione di tali atti repressivi.
La polizia ha ulteriormente sputtanato se stessa in quanto ha inizialmente motivato l'intervento poichè c'erano in atto scontri con militanti di Casa Pound (mai visti quel giorno) e dopo la smentita di quest'ultimi, ha rettificato il tiro spostando il tutto sulla chiamata "al pronto intervento preventivo" effettuata dal preside del liceo.
Saranno coincidenze ma il giorno prima vi era stata una grossa manifestazione studentesca contro la riforma (Tremonti) Gelmini con grande partecipazione e dimostrazione di forza da parte della piazza e inoltre, arrivava il ministro Maroni con cui non si può rischiare di fare brutta figura. Del resto il pacchetto sicurezza si sta già applicando da tempo.
Nell'ultimo anno in città, con lo sgombero dell'Ex Karcere, quello di Casa Guzzetta, con la distruzione dello stabile come prassi giocosa applicata sempre dagli sbirri e lo sgombero dello Zetalab, con altri arresti e cariche spropositate, conferma l'istericità e una profonda incapacità di gestione da parte degli omini in divisa e di chi li manovra.
Chiaramente l'informazione in questi casi è sempre più distolta e retorica possibile. Definiamo come volutamente superficiali gli articoli usciti il 12 Ottobre su Repubblica firmati da Enrico Bellavia e Giusi Spica, che vedevano applicata la solita retorica degli "opposti estremismi" e la crescente sfiducia verso le forze dell'ordine che "sono gli stessi che arrestano i mafiosi". Per non parlare della descrizione dei militanti dei collettivi di sinistra e delle lotte sociali della città di Palermo, visti come personaggi calati da chissà quale epoca.
I media ufficiali puntano oggi ad una continua delegittimazione, utilizzando gli spauracchi degli anni '70, tralasciando intenzionalmente le argomentazioni presenti in queste lotte, dimostrandosi quindi fuori da qualsiasi lettura del reale, oggi nel 2010.
Tutta questa monnezza mediatica, censura, sminuisce e distoglie "l'opinione pubblica" dal reale centro della discussione ovvero la scientifica manovra repressiva sui movimenti e il costante allargare dell' agibilità di chi predica e pratica razzismo e xenofobia.
Da un lato le direttive politiche di partiti, padroni e mercè digossina e sbirresca e dall'altro, il veicolare l'informazione verso il gossip o la tendenza del momento, senza approfondire e ricercare mai realmente ciò che dal basso si costruisce.
E' comunque inutile indignarsi e aspettarsi correttezza dai mezzi d'informazione mainstream. D' altra parte cosa aspettarsi da chi anzichè verificare le notizie pubblica le veline della questura?
La redazione di BandaRadio > htttp://www.bandaradio.info
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