Arezzo smarrite e ritrovate le firme ANTI CASTA NUN TE REGGHE PIU'
ad Arezzo i moduli per la raccolta delle firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per ridurre gli stipendi dei parlamentari e di tutti i dirigenti pubblici nominati dai politici o eletti dal popolo, ed adeguarli alla media degli stipendi europei sono stati prima smarriti e poi ritrovati, un episodio strano, molto strano che però è finito bene.
l'intervista a Mario Rigli, amministratore e cofondatore del gruppo NUN TE REGGHE PIU' è stata fatta prima del ritrovamento dei moduli delle firme ma come potete vedere ed ascoltare noi non abbiamo mai creduto ad un furto ma ad uno spiacevole smarrimento, a questo punto le cittadine e i cittadini del Comune di Arezzo si possono tranquillamente recare presso lo sportello unico in piazza Amintore Fanfani, ex Caserma Cadorna e presso la segreteria generale al primo piano del Comune di Arezzo in piazza della Libertà.
approfittiamo dell'occasione per ricordare l'indirizzo del gruppo su FACEBOOK:
http://www.facebook.com/groups/nunteregghepiu/
e vi ricordiamo anche la nostra iniziativa
Nun Te Regghe Più
Il 29 settembre 2011 un gruppo di normali cittadini, SENZA NESSUN COLORE POLITICO DI PARTITO, ha depositato alla Corte di Cassazione a Roma, una proposta di legge di iniziativa popolare per ridurre gli stipendi dei parlamentari e di tutti i dirigenti pubblici nominati dai politici o eletti dal popolo, ed adeguarli alla media degli stipendi europei.
L?iniziativa è stata pubblicata, come richiesto dalla legge, sulla Gazzetta ufficiale n. 227 del 29.09.2011 e da quel giorno è iniziata la raccolta di firme che si concluderà entro la metà di marzo 2012.
legge di iniziativa popolare .......
ART.1
I Parlamentari italiani eletti al Senato della Repubblica, alla Camera dei deputati, il Presidente del Consiglio, i Ministri, i Consiglieri e gli Assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle Regioni, i Presidenti delle Province, i Sindaci eletti dai cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica ed equiparati, non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell'Unione Europea, più della media aritmetica europea degli eletti degli altri Paesi dell'Unione per incarichi equivalenti.
forse è troppo facile..........
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