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Petronà (Catanzaro, Calabria) - 21 Dicembre 2010

Antonio De Santis Paesi di Calabria Petronà CZ.

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Il visitatore che si inoltra sul fianco Sud orientale della Sila Piccola è accolto nei mesi primaverili e estivi dal verde intenso dei castagni secolari che fanno corona alla incantevole cittadina di Petronà.
Posto l'abitato su un ripiano ampio e vario, a 880 m. di altitudine, si propende come un terrazzo sul Marchesato; l'occhio spazia su un paesaggio mutevole, ora verde di olivi e di vigneti, ora brullo nelle sue tipiche collinette, quasi dune, nei suoi colli su cui si adagiano i centri di Marcedusa, Filippa, Mesoraca, Roccabernarda, Scandale, S. Mauro Marchesato ed in lontananza, Strongoli, Cutro e Isola Caporizzuto con Le Castella.
E' dato scorgere nelle giornate limpide le acque dello Ionio che lambiscono Capo delle Colonne.
Il torrente Nasari e il Potamo, il nome ci schiude tutta una civiltà che nella toponomastica sopravvive più prepotente, segnano i limiti con la vicina Cerva ed il più grosso centro abitato di Mesoraca.
Tra i due corsi d'acqua tanto preziosa, su cui versano torrentelli e burroni, innumerevoli terrazzi densi di alberi da frutto e di colture ortofrutticole varie, fanno aureola alla cittadina che si nasconde d'estate tra il verde intenso e salutare di cui si ammanta. Fresche fonti sgorgano tra i vetusti castagni.
Il monte Giove, a breve distanza, si imbianca di neve per alcuni periodi dell'anno e fa corona, insieme con Malavista, il "Vucciari" ed i colli dell'Amenta al piccolo centro montano.
L'aspetto urbanistico, la toponomastica, l'intricato labirinto delle viuzze interne legati tutti alle vicende di una popolazione georgico-pastorale convincono, anche il più sprovveduto osservatore, della estraneità di Petronà alle vicende Medievali e premedievali di tanti centri abitati del Marchesato cui è legato esclusivamente da fattori geogratici.
Non ha molto in comune con la stessa frazione Arietta che, sorta notevolmente più in basso, pare abbia una origine assai più remota: si affferma che ha ospitato i soldati di Annibale che vi si attendarono. (Di qui l'antico nome di Città delle Tende).
Il nome del resto di alcune località come "Battaglia", "Difesa", il ritrovamento di antiche monete e cocci di vasi di terracotta di notevole interesse fanno Arietta testimone di ben più remoti eventi.
Tratto dal libro "Petronà tra cronaca e storia " del Prof. Fiore Scalzi