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Perugia, Umbria - 3 Dicembre 2009

Amanda Knox "Ho paura della maschera di assassina"

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"Ho paura di avere una maschera da assassina forzata sulla mia pelle". Lo ha detto Amanda Knox prendendo la parola oggi pomeriggio in una dichiarazione spontanea davanti alla corte d'asside di Perugia. La giovane americana e' intervenuta al termine delle repliche dei suoi difensori.

La giovane di Seattle ha spiegato che dopo due anni di carcere si sente "delusa, triste e frustrata". "Ora - ha sottolineato ancora Amanda - si fa la decisione. Davanti a voi - ha concluso - mi sento vulnerabile".

Sollecito: restituitemi la vita
"Vi chiedo di restituirmi la vita": lo ha affermato Raffaele Sollecito nel corso del suo intervento spontaneo in aula, dopo la replica del Pm Manuela Comodi per gran
parte incentrata sul suo ruolo nell'omicidio di Meredith Kercher.

Il giovane ragazzo pugliese ha aggiunto inoltre: "Non ho ucciso Meredith e non ero nella casa di via della Pergola. Ogni giorno spero che il vero assassino confessi per chiudere questa storia".

"Non trovando alcun motivo" che abbia spinto Sollecito a uccidere Meredith "dicono che sono una specie di cane al guinzaglio. Un 'Amanda-dipendente'. Avevo conosciuto Amanda solo pochi giorni prima del delitto. Era un rapporto ancora tutto da verificare, erano i primi tempi, primissimi". Lo ha detto Raffaele Sollecito alla Corte d'Assise di Perugia dove si sta svolgendo il processo che lo vede imputato con Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher.

"In un rapporto di questo genere non esiste nessuna dipendenza -ha proseguito Raffaele- se Amanda mi avesse chiesto di fare qualcosa che non condividevo avrei detto di no. E figuriamoci se mi avesse chiesto di fare qualcosa di terribile, come uccidere una ragazza. Non sono un violento, non lo sono mai stato".

Prima di chiudere la sua replica in aula il Pm Manuela Comodi ha dimostrato manualmente come Raffaele avrebbe fatto a rompere il gancetto del reggiseno di Metz. Il magistrato ha inserito il reggiseno allacciato sull'astina del microfono e poi con un dito sul gancetto ha fatto un'opera di trazione. "Cosi' ha fatto Sollecito - ha spiegato in aula - ed per questo motivo che l'impronta dell'imputato si trova soltanto sul gancetto".

Meredith Kercher e' stata uccisa "perche' conosceva i suoi aggressori"

Lo ha detto l'avvocato Francesco Maresca, legale di parte civile per i parenti della studentessa inglese, nella sua replica nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox.
"Se si fossero fermati e avessero chiamato il 118 - affermava ancora il legale riferendosi agli aggressori - lei avrebbe potuto fornire gli elementi per identificarli. Sarebbe stata una prova contro di loro. Meredith ha trovato la morte perche' dopo essere stata aggredita e minacciata, dopo aver subito un approccio sessuale bisognava ottenere il suo silenzio". Secondo Maresca c'e' un momento preciso in cui Sollecito e la Knox, insieme a Rudi Guede, gia' condannato per il delitto, decidono "di farla finita". Il legale ha quindi parlato come di "dato accertato" quello relativo alla progressione criminosa. "Gli imputati - ha aggiunto - si muovono in modo univoco. Abbiamo la prova certa che tutti e tre sono in casa di Meredith al momento del delitto".
Rivolto alla corte Maresca - che rappresenta la famiglia Kercher insieme all'avvocato Serena Perna - ha invitato i giudici ad "avere certezze, perche' i dubbi sono stati spazzati via dall'istruttoria dibattimentale". "La famiglia Kercher e la memoria di Meredith - ha concluso l'avvocato Maresca - vi chiedono solo serenita' e certezze".

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