Vecchiano (Pisa, Toscana) - 28 Dicembre 2009

Alluvione: persone intrappolate sui tetti, tutto allagato






















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A tre giorni dalle esondazioni che hanno interessato buona parte della Toscana settentrionale, operai e tecnici stanno lavorando alla riparazione degli argini dei fiumi esondati, e a risistemare le strade interessate da frane e smottamenti. La situazione più delicata è in provincia di Lucca, dove il fiume Serchio è esondato in più punti, provocando l'evacuazione di 500 famiglie; stamani sono state sistemate due fratture dell'argine in località Santa Maria a Colle, mentre deve essere sistemata ancora la frattura all'altezza di Nodica. Preoccupa invece, come ribadito ancora stamani dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso, in visita nelle zone alluvionate, la tenuta degli argini degli lago di Massaciuccoli, che nei giorni scorsi è esondato in più punti; i militari della Folgore stanno sistemando in queste ore migliaia di sacchetti di sabbia nei punti più critici per evitare che ci siano nuove esondazioni. Si sta lavorando anche in un'altra zona critica della provincia di Lucca, la Garfagnana, dove 13 frazioni montane risultano isolate a causa di frane e smottamenti che hanno colpito la zona. È stata invece riaperta una parte dell'autostrada A11 Firenze-Mare, quella compresa tra l'allacciamento Lucca-Viareggio e l'allacciamento con la A12 Genova-Livorno: i tratti autostradali in questione erano stati allagati dall'esondazione del fiume Serchio. Ancora chiuso invece il tratto finale dell'A11, in direzione dell'allacciamento con la strada statale 1 Aurelia . Situazione critica anche nella provincia di Prato, dove però sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza del torrente Calice, che nella frazione omonima era esondato la notte di Natale provocando l'evacuazione di 13 nuclei famigliari, che torneranno nelle loro abitazioni presumibilmente nei prossimi giorni. Sempre nel pratese domani inizieranno i lavori per sistemare la strada provinciale 2 e la strada regionale 325, interrotte a causa di frane all'altezza di Montepiano, e che portano in Romagna. Non è ancora transitabile, per questo motivo, il passo della Torricella, che può essere raggiunto solo dal versante emiliano-romagnolo.

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