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Milano (Lombardia) - 8 Ottobre 2008

Alfredo Jaar - The Sound of Silence

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  • Dimensioni: -
    Autoplay: Si No

di Marta86
The Sound of Silence del 2006 è una delle opere più importanti di Jaar: una grande scatola al cui interno è uno schermo e all'esterno una parete di neon. Per entrarvi occorre attendere che l'apposito segnale rosso diventi verde. Si assiste quindi a un video di otto minuti dove su schermo nero scorrono frasi in bianco con la storia del fotografo sudafricano Kevin Carter, autore di una foto scioccante realizzata in Sudan nel 1993, dove una bambina denutrita e prossima alla morte arranca a quattro zampe, scortata da un avvoltoio che attende la sua fine. Carter ha vinto il Premio Pulitzer per questa immagine che ha fatto il giro del mondo, ma pochi mesi dopo si è tolto la vita, oppresso dalle accuse di aver preferito realizzare la sua foto, piuttosto che aiutare la bambina a sopravvivere. Un momento prima che compaia la foto si viene accecati da due potenti flash. "I media sono diventati un business come un altro" - dice Jaar - facendoci riflettere sulla nostra responsabilità di consumatori.

Alfredo Jaar
It is difficult

* Dal 3/10/2008 al 11/1/2009


Informazioni

orari: tutti i giorni 11-19, giovedì 14.30-22, chiuso il lunedì
Biglietto Hangar Bicocca: intero 4 euro, ridotto 2,50 euro
Biglietto Spazio Oberdan: intero 4 euro, ridotto 2,50 euro
Biglietto unico: intero 6 euro, ridotto 3 euro

Informazioni al pubblico:
Hangar Bicocca, tel. 02 853531764; www.hangarbicocca.it
Spazio Oberdan, tel. 02 77406300/6302; www.provincia.milano.it/cultura

mostra antologica e progetto pubblico
promossi da Provincia di Milano e da Hangar Bicocca

a cura di Gabi Scardi e Bartolomeo Pietromarchi

inaugurazione: 2 Ottobre 2008 dalle ore 18

Artista, architetto di formazione e film-maker, Alfredo Jaar nasce nel 1956 in Cile e si forma durante la dittatura militare di Pinochet, producendo diversi lavori esplicitamente critici rispetto al regime. Si trasferisce nel 1982 a New York. Nei vent'anni successivi partecipa alle maggiori mostre e rassegne internazionali.
Nell'arco del suo percorso Alfredo Jaar instancabilmente si interroga su come l'arte possa interagire con il contesto sociale e politico più vasto; affronta temi di assoluta rilevanza, legati in molti casi a situazioni di urgenza umanitaria, di oppressione politica e di emarginazione sociale, di scarsa considerazione dei diritti umani e civili. Si concentra in particolare su situazioni che la nostra coscienza tende a rimuovere e sulla retorica attraverso la quale i media manipolano e trasmettono le informazioni. Con le vicende che tratta, l'artista si confronta direttamente dando voce e volto alle vittime e ai testimoni.

Jaar crede in una correlazione tra etica ed estetica, attribuisce fondamentale importanza a un ruolo attivo e socialmente responsabile della cultura e insiste sulla necessità di ribadire, attraverso l'energia creativa dell'arte, posizioni etiche, anche fortemente critiche, di fronte a temi difficili e a fatti gravi come ingiustizie, genocidi, emergenze umanitarie.
Nelle sue opere, sempre improntate a estrema perfezione formale, adotta linguaggi e strumenti diversi, dalla scultura all'installazione, dal video alla fotografia, al light box fino ad opere di dimensioni ambientali.
La mostra, realizzata in stretta collaborazione con l'artista, rappresenta un percorso attraverso le sue opere più importanti, rappresentative di oltre vent'anni di lavoro.