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Afghanistan, Estero - 15 Aprile 2012

Afghanistan, tiratori scelti per salvare vite

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    Autoplay: Si No

Essere tiratori scelti, in Afghanistan, non è una cosa da film. E neppure da esaltati. L'attenzione con cui Fabrizio, della seconda compagnia Genio Guastatori "Cinghiali", illustra il modo per maneggiare "con cura" il suo impressionante Barrett M107 calibro 50, è figlia di un lungo lavoro e che questo lavoro, al di là di quello che possa sembrare, è utile a salvare molte vite.

Perché se Fabrizio è un tiratore scelto, è anche un soldato con la qualifica Minex, e anche un gradino più in là, ACRT. Sono acronimi che a chi non conosce il mondo militare diranno poco, ma significa che è abilitato come Advanced combat engineer and reconnaissance team , ossia l'unità da ricognizione avanzata. Quelli che in poche parole sui mezzi più attrezzati a disposizione in Afghanistan, come i Buffalo, devono individuare, e soprattutto intervenire quando si scopre uno IED, gli ormai celebri ordigni improvvisati.
Con il Barrett e un colpo ben piazzato, si può far saltare in aria l'ordigno a distanza di sicurezza, se non ci sono altri modi per intervenire senza esplodere nel corso del lavoro.
Ma con il suo Barrett può osservare, ed eventualmente intervenire, se i suoi colleghi che stanno lavorando in un'area sono minacciati. Ecco perché un tiratore fa molto di più che "sparare bene", tenendo sempre ben connesso il cervello e sotto controllo le eventuali emozioni. Che in quel momento devono essere dominate, per il bene di chi pone la fiducia nelle sue capacità. (Angelo Cimarosti)

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