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Vibo Valentia (Calabria) - 25 Ottobre 2017

Urge Un Futuro Migliore Ai Nostri Amici A "quattro Zampe"

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di TERESAAVERTA

LA RISPOSTA DEL SINDACO DI VIBO VALENTIA LASCIA A BOCCA APERTA: "UN CUCCIOLO LO ADOTTERÒ ANCH’IO". L’abbandono degli animali è una pratica abietta che nessuna motivazione reale può giustificare. Quello dell’abbandono dei cani è un problema che va avanti da una quantità incalcolabile di anni. Si va in vacanza con la famiglia ma se ne abbandona un suo membro. Eh sì perché i cani magari non sono proprio i migliori amici dell’uomo, o quantomeno non lo sono più da quando esiste la tv, ma sicuramente sono parte integrante delle famiglie in cui vivono, specialmente per il reciproco affetto con i più piccoli. Succede a Vibo Valentia, città capoluogo della Calabria e aspirante a diventare “Capitale della Cultura”, una famiglia di cinque cuccioli di cane, salvati in extremis, da alcuni giovani eroi del luogo: Stefano Olivera, Salvatore D’Andrea e Daniele Ventrice. Dopo il caso della vicina Bivona, località balneare e turistica, dove 13 cuccioli erano stati abbandonati in un bidone nel marzo 2016, stamane gli sfortunati trovatelli sono cinque cuccioli di colore chiaro, deposti in una cassetta di plastica, stretti uno all’altro e ben saldi tra di loro. La custodia, trattandosi di un contenitore aperto- per far respirare i malcapitati- è stata sapientemente chiusa con una retina metallica, onde evitare la fuga dei cuccioli. Sono stati ritrovati, stamattina alle ore 11:00 dai tre giovani uomini residenti a Vibo Valentia, che si trovavano a passare per caso, in via Spogliatore, precisamente accanto ad una automobile che sostava nell' omonima piazza dove si svolge il Mercato settimanale cittadino. Una storia che ha dell'incredibile. I tre giovani, sorpresi e dispiaciuti alla vista di quei dolci e sfortunati cagnolini, si mettono subito in moto per attivare il recupero dei piccoli amici a quattro zampe. Ma nel marasma generale, creato anche dalla folla di persone che si ferma incuriosita davanti alla piazza vibonese, ne scappa uno e si infila sotto una macchina. L’ansia cresce e il vociare si fa più forte:- "è il caso di chiamare i rinforzi". Stefano Olivera che conosce bene i canoni civili ed etici trasmessi dalla madre Vituccia Pasceri che ha lavorato “una vita” per i cani e con i cani, e ha combattuto il randagismo nella città di Vibo Valentia, non si fa prendere dal panico e recupera velocemente l’audace cuccioletto con l’aiuto di un amico immigrato che si trovava tra gli astanti. Recuperato il cucciolo e rimesso nella custodia di fortuna, i tre coraggiosi giovani avviano la procedura legale e tecnica del caso, ed effettuano una serie di telefonate obbligatorie secondo la legge di tutela degli animali. Chiamano i vigili, la polizia municipale, la polizia stradale, l'Enpa -ente cui è affidata la gestione del canile comunale di Vibo Valentia- tutti forniscono una risposta che non è quella di sistemare definitivamente i nostri cuccioli, o almeno tirarli fuori dalla strada. Ricordiamo cari lettori, che i signori Vigili Urbani sono OBBLIGATI ad intervenire tempestivamente grazie al regolamento di Polizia Veterinaria (n. 320/1954) secondo il quale la Polizia Municipale (Vigili Urbani e Polizia Giudiziaria) sono tenuti a “tutelare l’integrità del pubblico demanio e del patrimonio comunale e la salvaguardia di un decoroso svolgimento della vita cittadina, garantendo la libertà dei singoli individui e contribuendo alla sicurezza dei cittadini”. Così, i nostri eroi non hanno che un’ultima chanche: quella di portarli al Comune della città. La casa del Cittadino, “la casa della salvezza”, dove forse e senza forse il primo cittadino riesce sempre a trovare un’adeguata soluzione ai problemi di qualsiasi natura. Così dovrebbe essere, visto che di miracoli in questa città non se ne possono fare più. Uno dietro l’altro, per dare voce a quanti in questo territorio amano gli animali e sono preoccupati dai continui abbandoni e dai tanti cuccioli che in mezzo alle strade rischiano la vita, i tre uomini con in braccio la custodia di fortuna contenente i cinque cagnolini, si recano al Comune di Vibo Valentia in piazza Martiri D’Ungheria. La trafila burocratica è lunga: dura una mattinata. Da una camera all’altra, ma quando si trovano davanti al Sindaco dott. Elio Costa, la risposta lascia tutti a bocca aperta: “un cagnolino lo adotterò anch' io!” Non stupitevi, dunque, se troverete un’infinità di ostacoli … non desistete. L’animale ha il diritto di essere portato in una struttura con la quale il vostro Comune è convenzionato. Per legge, ogni Comune, deve essere convenzionato con un canile. E il nostro sindaco lo sa, e ha dimostrato grande sensibilità. I vigili, dopo aver sentito parere favorevole del primo cittadino, avviano immediatamente la pratica di sistemazione dei cuccioli trovatelli. E la folla di persone che aveva seguito l’avvenimento dall’esterno, davanti alla porta del Comune, ringrazia i nostri concittadini e il dott. Elio Costa per l’esito felice di questa storia che ci appartiene perché è un pezzo quotidiano triste e che fa molto riflettere. In città come la nostra, nel 2017, ancora oggi si detengono animali senza possedere però la cultura necessaria per gestirli. L’Italia è indietro nella reale adozione di misure a tutela degli animali ed è arretrata anche la visione su cui si basa attualmente detta tutela. La ratio legis del reato di abbandono degli animali va ricercata nell’esigenza di tutelare il sentimento di comune pietà verso gli animali e nell’obiettivo di incentivare condotte eticamente corrette attraverso la lotta all’insensibilità, al cinismo e alla crudeltà. L’abbandono degli animali è troppe volte conseguenza di mancata informazione su cosa vuol dire avere a che fare un essere vivente che ha il suo carattere e delle necessità. Troppo spesso la scelta di un’adozione è fatta perché attratti da un musetto da accarezzare, e non con una reale presa di coscienza di tutti i “sacrifici” e i cambiamenti che un nuovo arrivato comporta. Un animale ti cambia la vita, in meglio, in tutto. L’amore che ricevi è incommensurabile, ma devi meritartelo. Teresa Averta

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