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Osimo (Ancona, Marche) - 22 Settembre 2017

Terremoto nelle Marche, lo scandalo dei soldi a pioggia

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di Karlosimo

I soldi, 24 milioni di euro, sono arrivati di botto sui conti correnti dei 4891 richiedenti locali. Ad ognuno 5.000 euro. Nessuna prova era richiesta. Nessun riscontro. La Regione Marche non ha chiesto neanche i tempi di chiusura o sospensione dell’attività di ognuno (un minuto o un anno fa lo stesso) né prove o documenti a supporto dei fatti. Una “mangiatoia” senza precedenti. Essere una partita iva o un professionista nelle Marche non implica per forza aver subito un danno dal terremoto. Tutto ha inizio nel maggio scorso quando un decreto della Regione Marche ha indennizzato con 5.000 euro a testa i lavoratori autonomi, le partite iva e i liberi professionisti del territorio colpiti dal terremoto. In seguito cioè alla chiusura o sospensione delle attività a causa del sisma di un anno fa. Per questi motivi, il governo Gentiloni ha stanziato alle Marche circa 47 milioni 800 mila euro e l’ente ne ha erogato 24 milioni e mezzo ai suoi cittadini richiedenti. Ma la Regione, ha erogato il denaro scrivendo una circolare applicativa senza regole. In pratica per avere i 5.000 euro bastava fare solo domanda e non dimostrare alcunché (bisognava solo essere lavoratori autonomi nei comuni colpiti; per alcuni dei centri più grandi invece occorreva avere un’ordinanza che dimostrasse la sospensione). Dai primi controlli effettuati dalla Regione su 260 casi vagliati solo un assegnatario è stato revocato. A dimostrazione che l’ente ha creato maglie così larghe da permettere a chiunque di incassare i 5.000 euro: sia chi ha subito danni tangibili sia chi non ne ha subiti. Anche i furbetti sono tutti salvi. Il disastro sembra irrimediabile. Il governo ha stanziato altrettanto per le regioni Umbria, Lazio e Abruzzo, erogando complessivamente 134 milioni 600 mila euro. Umbria e Lazio hanno predisposto meccanismi più stringenti secondo i quali i richiedenti dovevano dimostrare il danno subito. L’Abruzzo ha invece seguito la scia delle Marche rilasciando ai suoi cittadini 20 milioni di euro. Ma l’elenco degli assegnatari non è stato reso pubblico­ I 134 milioni 600 mila euro sono stati così ripartiti: Marche: 47.852.325,17 euro Abruzzo: 19.954.419,60 euro Lazio: 28.711.395,10 euro Umbria: 38.281.860,13 euro.