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Tarquinia (Viterbo, Lazio) - 9 Ottobre 2015

"Tarquinia a Porte Aperte" con Marco Scataglini

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di OLTREPENSIERO.IT

- "Il tempo dell'abbandono" - Conferenza del Dott. Marco Scataglini, "I ruderi dei luoghi più suggestivi della Tuscia". Venerdì 9 ottobre, ore 17.00 Sala delle Arti della Biblioteca Comunale di Tarquinia "Vincenzo Cardarelli" nell'ambito della XX edizione di "Tarquinia a Porte Aperte - Un Museo nella Città". «Un luogo abbandonato è come il fotogramma di un film, una storia interrotta. Uomini e donne che lavorano, amano, interagiscono tra loro e poi, a volte d'improvviso, a volte con esasperante lentezza, tutto muore. La vita si ferma. Il tempo si ferma - la storia cambia strada. Ma qualcosa rimane. Non solo la muta testimonianza dei muri che si sbriciolano, ma anche, chiamiamola così, una distante vibrazione. E' come il frinire delle cicale in estate: puoi ammattirti cercando di capire dove l'insetto si nasconda, senza riuscirci. Eppure il suo canto lo senti bene. Eccolo, è là, su quel ramo... si, ma dove? E' vicino, ma non lo vedi. Nei luoghi dell'abbandono il frinire è appartato, sottile, appena percepibile: c’è davvero o è solo un’illusione? E da dove proviene? Forse da là, dietro quel muro? O in quel sotterraneo franoso? Magari è davvero solo un'illusione. Chissà. Chi può sapere dove termina la realtà e inizia l'illusione? Nessuno può saperlo con certezza. Io non lo so. Ma è bello, a volte, sul far della sera, camminare su questo limite sottile, come un funambolo sulla sua corda. Le storie raccolte in questo libro non sono necessariamente vere. Nemmeno necessariamente false. Mi sono state donate dai luoghi, portate alla mia attenzione dal vento, come parole sussurrate. Chiamatela, se volete, ispirazione. Visitando e fotografando alcuni dei luoghi per il mio progetto “Timeless-Scapes”, ho sentito, percepito queste storie, e le ho buttate giù, su un taccuino, direttamente sul posto. Successivamente è stato solo un lavoro di messa in bella. Avrei potuto scegliere di narrarle in prosa: ma, non so perché, non mi riusciva. Ho dovuto scriverle in forma di poesia. I luoghi raccontati sono tutti all’interno del territorio della Tuscia, ma sono stati scelti per il loro valore, per così dire, “universale”.» (Marco Scataglini)