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Forlì (Forlì-cesena) - 1 Febbraio 2012

La grande neve in Romagna del 2012.

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di Geloneve

In questo "articolo" vorrei riassumere l'evento, certamente storico per la provincia di Forlì-Cesena e le zone appenniniche del riminese, avvenuto dal pomeriggio del 31/01/12 alla mattina del 14/01/12, superando, in alcuni casi, record nevosi che resistevano dal 1929. Prima della descrizione dell'evento, però, vorrei rendere noto il mio modo di pensare sul discorso "disagi" decantati dai mass-media (molto meno da noi romagnoli, che ci siamo poco lamentati e molto "tirati su le maniche"). Io parto dal principio che noi siamo ospiti della Natura e che quindi siamo noi che dobbiamo adattarci a lei e non viceversa. Quindi, certo, per anziani o donne sole i disagi ci sono stati ed è innegabile. Ma per la maggior parte delle persone, in forza ed attive, il disagio, secondo me, non ci doveva essere. Parto dai lati negativi. Non sono solito assolutamente criticare le istituzioni o il servizio pubblico ma, oggettivamente, le Ferrovie e il Comune di Forlì nella prima nevicata si sono comportate male (strano per Forlì, avendo un ufficio neve apposito e seguendo sempre piuttosto bene il discorso neve). Detto ciò, io credo che, prima di lamentarsi, ogni cittadino debba prima riuscire a fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità (solo dopo, eventualmente, si può lamentare). Io, nel mio piccolo, di notte ho sempre girato per fotografare, di giorno fotografavo, cercavo di dare una mano in casa alla mia ragazza (meno del solito ma ci provavo) e spalavo...spalavo, spalavo e spalavo. Ho spalato sempre il parcheggio comune con i vicini, il vialetto, attorno a casa, sul tetto della casa e sulle tettoie della macchina e delle bici. Non mi sono mai fermato, non ho dormito (per stare con la neve) e ho dato anima e corpo e i disagi, alla fine, non li si sono avuti. Certo che se non avessi spalato forse sarebbero crollate le tettoie come si vede in giro, MA NON CI SI PUO' LAMENTARE se non si fa nulla perché le cose non accadano. Se alcune persone non hanno spalato le proprie tettoie, i propri tetti, i marciapiedi vicino a casa e poi si lamentano, la colpa è la loro secondo me...E poi la gente paga per fare attività fisica al chiuso di una palestra ma non vuole alzare un pala per spalare...mah. Anche il discorso viabilità non l'ho trovato così inguidabile. Eccetto una notte, per il resto ho girato sempre senza ne termiche (sconosciute sino a qualche anno fa ma si guidava lo stesso) ne catene, quindi non vedo come possano, le persone "comuni", non riuscire a girare con le catene o con le termiche. Il fatto è che la gente ha paura della neve e non fa esperienza pur sapendo che tutti gli anni nevica. Non si ha più l'amore ed il rispetto per la Natura. Chiusa la fase critica, vi lascio al resto. Il tutto è partito, come già si sa, dall'instaurazione del Ponte di Weikoff, dopo uno stratwarming avvenuto sul Polo Nord. Tale Ponte è riuscito a prelevare masse d'aria gelida dalle steppe artiche asiatiche e a pilotarle sino a noi. Queste masse gelide, di chiara natura pellicolare (visto che si trattava d'aria pesante e continentale) hanno avuto il merito di fare crollare le temperature nonostante, in quota, non si hanno avuto temperature eccezionali (-13,9°c a 850 hpa). Tale aria gelida, al suo arrivo sul Mediterraneo, ha creato i presupposti per generare un centro di bassa pressione attorno all'Isola d'Elba (poi traslato sull'Adriatico centrale). La prima nevicata è iniziata alle ore 12.00 con una temperatura di +1,2°c ma, in pochissimo tempo, la temperatura è scesa sotto zero. La nevicata non ho mai visto fiocchi grandi (al più medi) ma molto, molto fitti ed è riuscita a scaricare su Forlì 60 cm di neve e su San Biagio (RA) circa 50 cm di neve. Da quando è andata sotto zero, la temperatura è riuscita a salire sopra lo zero solo dal giorno 07. Il girno 2 e 3 febbraio ha continuato a nevicare molto debolmente (5 cm) mentre il giorno 4 e 5 un nuovo minimo simile a quello precedente ha coinvolto con altri 50 cm di neve San Biagio (RA) e Forlì con temperature sempre ampiamente negative. Dopo un po' di pausa, il giorno 7 un nucleo gelido ha apportato un piccolo blizzard di 3 cm. Infine, dopo un'ulteriore pausa, un impulso d'aria artica marittima, si è nuovamente gettata su di noi apportando ulteriori intense nevicate (altri 50 cm) con temperature sempre sotto zero dalla sera del 7 alla mattina del 13. Alla fine, il rasserenamento avutosi il giorno 13 ha favorito una minima di -19,2°c il giorno 14 (minima influenzata purtroppo, un po', dalla brezza). L'accumulo complessivo di San Biagio (RA) è stato di 160 cm, quello di Forlì centro di 170 cm (l'ARPA ha segnato 165 cm nella zona Nord), Cesena sino a 195 cm, Novafeltria (RN) - 277 m. 305 cm. La zona più colpita è stata tra Cesena est e Faenza est (per quanto riguarda la pianura). Le nevicate si sono, però, spinte, sino a zone inusuali, come Roma, Capri e Anacapri, l'isola del Giglio, Piombino, Olbia, Sassari, etc..., la laguna veneta parzialmente gelata... Accumuli di oltre 3 metri sul Montefeltro, altre abbondantissime nevicate nella Marche, Abruzzo, Calabria... Tutte le nevicate sono avvenute sotto zero con neve farinosisima. Ghiaccioli enormi dai tetti. Accumuli eolici meravigliosi. Tutto era spledidamente e completamente sommerso! Crollati alcuni tetti industriali, di chiese e di un'abitazione civile. Diversi edifici, anche in pianura, dichiarati inagibili. Al mare diverse giornate sotto zero con gli spruzzi dell'acqua del mare che gelavano sulle cose. Cumuli di neve degli spalaneve infiniti, sino ad arrivare ai primi piani delle case a Forlì. Strade liberate con ruspe e cateripiller. Intervenuto l'esercito e i vigili del fuoco di Trento, Belluno e Bolzano con mototurbine e gatti delle nevi. persone che giravano con gli sci o con i cani da slitta. Quasi tutte le nevicate sono state accompagnate da moderati venti (sino a 50 km/h) da NW o da NE, con effetti di scaccianeve stupendi e sensazione di freddo ancora maggiore e la creazione di vere dune nevose viaggianti per la strada. Il giardino della mia casa era invaso dalla neve, gli scuroni delle porte finestre risultavano bloccati dall'enorme quantità di neve, si faceva fatica a passare. Nei supermercati scarseggiavano i viveri deperibili mentre il "dove mettere la neve spalata" risultava veramente una domanda a cui era difficile rispondere. Le parole, però, non servono molto a descrivere ciò che si è vissuto. Lascio spazio al meglio delle foto che ho scattato (purtroppo, con l'obbiettivo rotto, ho fatto fatica a farle molto belle). Spero che le guardiate ognuna con interesse, perché le ho fatte con tutta la passione possibile. Ogni foto è accompagnata, sopra, da una breve descrizione. Ricordo che San Biagio (RA) si trova tra Forlì (FC) e Faenza (RA).