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Sulmona (L'aquila, Abruzzo) - 18 Maggio 2012

Fiaccolata di Celestino V. L'umiltà supera la barriera

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di MariaTrozzi

E' la marcia che raccolse il dolore delle vittime del terremoto di L'Aquila (6 aprile 2009) è il sentiero dell'anacoreta, è il tragitto umano che pianse, nel '97, per le vittime del massacro del Morrone. Una fiaccolata toccante, corposa e vigorosa quella di ieri (18.05.2012) per san Pietro Celestino V. Una prova di forza magnifica, nonostante la persistente ordinanza sindacale di chiusura, per rischio frana, del percorso che dall'eremo porta sino alla chiesa di San Pietro (Badia-Bagnaturo). Una volta ancora, è la quarta in due anni, i devoti di Pietro Angelerio da Morrone non si sono arresi davanti alla barriera e, uniti nella difficoltà, sono partiti per la loro ammirevole impresa. Moltissima gente ha partecipato all'evento, tanti gli stranieri. Sono arrivati degli inglesi, persino degli studenti da Zurigo (Svizzera) e molti dal Nord Italia. Sulla parte Occidentale della montagna sacra in dodici sono saliti all'eremo del Morrone per rendere grazie al santo, lasciando un segno indelebile del loro passaggio, all'imbrunire. Grazie all'Associazione Celestiniana, i credenti hanno potuto rendere omaggio al papa del Morrone, il santo che protegge dalle tentazioni del potere, e così percorrere parte del tradizionale tracciato. Una marcia del fuoco che fino a due anni fa rinvigoriva la speranza dell'intero comprensorio. La luce delle fiaccole, visibili dalla valle Peligna, ha rinnovato il rito suggestivo ancora più sentito, quest'anno, per le piaghe finanziarie che affliggono il nostro Paese. La fede dei pellegrini illumina oggi con coraggio e passione. Impressionante il rispetto e l'onore di questa piccola comunità che con umiltà e da sola nutre l'amore e consola la valle di lacrime. (Maria Trozzi)

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