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Trento (Trentino-alto Adige) - 16 Aprile 2012

Dalle Piramidi Alle Montagne, Seguendo Gli Dei

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di TeamRoncarati

DALLE PIRAMIDI ALLE MONTAGNE, SEGUENDO GLI DEI L'EMILIA ROMAGNA AL TRENTOFILMFESTIVAL Alla prestigiosa rassegna cinematografica di Trento, che avrà inizio il 26 aprile, l'Emilia Romagna partecipa con due film. Uno è un evento per i cinefili, un pezzo di storia del cinema recentemente restaurato. L'altro è la storia delle eterne divinità delle vette: gli stambecchi. Trento, 16 aprile 2012_Una regina e dei dalle lunghe corna. Sono i protagonisti dei due film con cui l'Emilia Romagna partecipa alla 60esima edizione del TrentoFilmfestival. La sovrana, una divinità pure lei, è Cleopatra, protagonista assieme a Marco Antonio del film, molto apprezzato dalla critica di un tempo, Le legioni di Cleopatra, del cineasta modenese Vittorio Cottafavi. La seconda pellicola narra invece la storia di una stirpe, divina anch'essa, a rischio di estinzione, quella degli stambecchi del Gran Paradiso. A filmarla in Le divinità della montagna, Paolo Volponi di Marina Romea (Ravenna). Una danzatrice in realtà regina, lo scontro inevitabile tra due ex triumviri. Il genere peoplum sbarca alla 60^ edizione del TrentoFilmfestival nella sezione Eventi e fa capire quanto le maglie della celebre rassegna di cinema di montagna si siano allargate, raccogliendo anche un importante contributo del passato. Diretto da Vittorio Cottafavi (Modena, 30 gennaio 1914 ? Anzio, 14 dicembre 1998) il film restaurato Le legioni di Cleopatra (Italia, 1959), è realizzato senza nomi altisonanti nel cast come il quasi contemporaneo e celebre film di Mankiewicz con Liz Taylor e Burt Lancaster. I protagonisti non vivono il mito dell'eternità e della passione, ma sono travolti dagli eventi, dalla paura della morte e dai loro stessi desideri. Il lungometraggio si avvale della sceneggiatura di Cottafavi stesso e di Ennio De Concini, supportati da tre giovani sceneggiatori tra i quali spicca il nome di Duccio Tessari. La trama inizia con il viaggio del centurione Curridio ad Alessandria d'Egitto, mandato da Cesare Augusto. La sua missione è quella di convincere Marco Antonio, che regna sulla città a fianco di Cleopatra, a evitare la guerra con Roma. Un film diverso dal solito peoplum, genere enfatico ed epico, ma pervaso da un consapevole senso dell'assurdo, con trovate originali, flash back, attorcigliamenti della trama, il tutto per far emergere, forse, il paradosso della guerra. Una pellicola, insomma, pacifista. Un'opera talmente originale che è stata scelta per l'Italia dal regista Gianni Amelio all'interno del progetto 15x15, patrocinato dalla Comunità europea, che si proponeva il restauro di 15 tra i più significativi film europei. Ci guardano, ci scrutano, forse conoscono il segreto delle montagne meglio di qualsiasi creatura vivente. Sono gli stambecchi, veri e propri dei delle vette, da proteggere, nel film Le divinità della montagna di Paolo Volponi (Italia, 2011) presentato alla 60^ edizione del TrentoFilmfestival nella sezione NaturaDoc. Il documentario narra la vita di queste creature dalle grandi corna che hanno in sé qualcosa di mitologico, antico, forse un sapere nascosto che, come dei, non possono rivelare. Si parte dal pianoro del Nomenon, base della parete nord della Grivola, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso ai confini con l'altro parco, il francese della Vanoise. In queste aree protette, tra le più belle d'Europa, la vita per gli stambecchi, non è stata sempre facile. All'inizio dell'800 erano quasi scomparsi dalle Alpi. Falciati dai colpi di fucile proprio attorno a Grivola. Il film narra la storia dei 100 esemplari sopravvissuti al massacro, degli uomini che hanno lottato per la loro vita. Di chi ha voluto proteggere questi animali da caccia, bracconaggio ed espansione edilizia. E gli stambecchi hanno risposto con gratitudine. Vi sono infatti immagini toccanti di loro nella vita quotidiana, mentre brulicano nell'erba, si grattano, saltano su piccoli macigni sempre nel magico sfondo del Gran Paradiso. La telecamera scruta i loro occhi, quieti, che scrutano con amore, come fanno gli dei clementi. Un documentario monito che ricorda come la natura, l'ambiente selvaggio e incontaminato, siano a soli pochi alti passi dalla vita quotidiana. Da giovedì 26 aprile Trento torna a essere la capitale internazionale della montagna grazie al TrentoFilmfestival, la prima rassegna cinematografica al mondo per età e importanza, dedicata alla magia delle vette. Una "ferrata" lunga undici giorni, in cui si avvicenderanno numerosi e importanti nomi della cultura, dello spettacolo e dell'alpinismo, che si concluderà domenica 6 maggio con l'assegnazione della "Genziana d'oro" e degli altri prestigiosi riconoscimenti della rassegna. Per inaugurare la 60a edizione, due prime assolute: venerdì 27 aprile spazio alle immagini dell'impresa alla conquista del Polo Sud di Robert Falcon Scott con la pellicola The great white silence, accompagnate dal vivo dall'Elysian Quartet di Londra e dal compositore inglese Simon Fisher Turner. Sabato 28, durante la serata ufficiale d'inaugurazione del festival, sarà la musica di Richard Strauss con la sinfonia Eine Alpensymphonie a trasportare il pubblico dell'Auditorium Santa Chiara sulle vette delle Alpi. L'esecuzione sarà a cura dell'Orchestra Regionale Haydn di Bolzano e Trento e dell'Orchestra Filarmonica "Arturo Toscanini" di Parma, dirette dal Maestro Gustav Kuhn. A festeggiare la 60esima edizione non potevano mancare i più forti rappresentanti dell'alpinismo mondiale di ieri e di oggi: saranno Hervé Barmasse, Steve House, Adam Ondra e Reinhold Messner, i protagonisti degli incontri e delle tre serate alpinistiche del TrentoFilmfestival. In questa edizione festeggerà ventisei anni MontagnaLibri, il "festival nel festival", lo spazio espositivo nel quale il pubblico potrà rivivere i racconti e le impressioni delle terre alte, raccontate da autori e saggisti, avvolto da un'accogliente architettura di guide, saggi, monografie e libri fotografici dell'editoria proveniente da tutto il mondo. Tra gli attesi protagonisti degli incontri letterari di questa edizione: Erri De Luca, Mauro Corona, Margherita Hack e Maurizio Nichetti.