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Cesena (Forlì-cesena) - 23 Marzo 2012

Apofruit presenta le strategie per il prossimo biennio

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di TeamRoncarati

Apofruit presenta le strategie per il prossimo biennio Valorizzazione dei marchi Solarelli e Almaverde Bio con l'apertura ad altre aziende del settore ortofrutticolo - Varo di Mediterraneo Group per lo sviluppo delle alleanze - Più crescita qualitativa per garantire reddito ai produttori Guardare oltre la crisi mettendo a frutto le capacità propositive di un gruppo che negli ultimi 15 anni ha vissuto una crescita costante. Con questo obiettivo la grande cooperativa ortofrutticola Apofruit si appresta a sviluppare i prodotti proposti al mercato con il marchio Solarelli e ad allargare le alleanze con altre realtà produttive del settore. L'intento finale di questa strategia resta, naturalmente, quello di assicurare più valore aggiunto e maggiori servizi per i produttori soci. Una strategia che è stata illustrata nell'incontro "Gruppo Apofruit ? I nostri progetti oltre la crisi" di venerdì 23 marzo 2012 nella sala Europa del Centro Congressi di Cesena Fiera 15 anni di crescita continua, frutto di acquisizioni e fusioni con altre cooperative, hanno portato Apofruit ad una produzione di 250.000 tonnellate di prodotti ortofrutticoli ritirati dai soci, mentre nel 2000 erano 130.000. Il valore della produzione è passato dagli 88 milioni di euro del 2000 ai 246 milioni di euro del 2010, il patrimonio netto ha raggiunto i 102 milioni di euro. Dati che pongono Apofruit ai vertici del comparto ortofrutticolo nazionale. Ora il Gruppo punta ad una crescita più qualitativa che dimensionale. Si pensa a sviluppare tra i soci varietà vegetali più qualificate, con calibri migliori e più alte qualità gustative, ma soprattutto si vuole valorizzare ulteriormente la politica di marca come strumento per dare identità alla frutta prodotta dai soci. Dopo la positiva esperienza di Almaverde Bio, che in 12 anni di investimenti è diventata il leader del biologico in Italia, il medesimo obiettivo mette ora al centro la linea Solarelli, che caratterizza i prodotti di alta qualità dei soci di Apofruit. Così come Almaverde Bio si presenta forte di 12 partner in rappresentanza di altrettanti settori merceologici ed ha pianificato una strategia di sviluppo per promuovere il biologico fuori dai circuiti tradizionali della moderna distribuzione, anche il marchio Solarelli apre ad altri partner specialisti nei diversi prodotti del paniere ortofrutticolo italiano, e punta allo stesso risultato di mercato. Il traguardo che si è prefisso il gruppo è quello di portare il fatturato dei prodotti a marca propria dall'attuale 21% al 30% entro la fine del prossimo biennio. Per realizzare questo progetto viene rilanciata la Moc Mediterraneo (nata nel 1998 per gestire un progetto di aggregazione tra realtà del sud e del nord Italia) che assume la denominazione di Mediterraneo Group, alla cui presidenza viene confermato Pietro Ciardiello, direttore della cooperativa Sole di Parete (CE), partner storico del gruppo Apofruit, mentre la Direzione viene affidata a Ilenio Bastoni. La nuova realtà di cui fanno già parte oltre alla coop Sole, la Coltor di Avezzano (AQ) e la Codma di Fano (PU) ? si candida come "filiale" prevista dalla normativa dell'Organizzazione Comune di Mercato (OCM) e si apre a nuovi partner che intendono perseguire progetti comuni di valorizzazione e commercializzazione dei migliori prodotti ortofrutticoli italiani. Al momento hanno aderito al progetto O.P. Terra di Bari (uva da tavola), Opo Veneto di Treviso (radicchio ), F.lli di Stasi di Potenza (broccoli e verdure a foglia) Sicilsapori di Catania (arance e limoni) e Coop Faro di Ragusa (ortaggi di serra), "Vogliamo fare di Solarelli la linea che caratterizza non solo l'eccellenza qualitativa delle produzioni del nostro gruppo ?anticipa Ilenio Bastoni? ma anche lo strumento per dare una identità alla nostra frutta. Intendiamo dare una forte caratterizzazione territoriale alle nostre produzioni. Vogliamo sposare qualità e tipicità. Non venderemo indistintamente fragole, ma Candonga della Basilicata, Albion della Sila, Fragole di Romagna e, da quest'anno, inseriremo anche la fragola Sabrina della Campania". "Intendiamo sostenere i nostri Soci ancora di più di quello che non abbiamo fatto in questi anni ?gli fa eco Mario Tamanti, Direttore di Apofruit? in questo processo di trasformazione verso l'innovazione e la qualità. Intendiamo puntare più sulla qualità che sulle quantità prodotte. In questo modo pensiamo di avere maggiori possibilità di tutelare il reddito ai nostri produttori". "Siamo convinti che la crisi passerà e vogliamo essere pronti a cogliere le opportunità che si presenteranno -conclude Renzo Piraccini Amministratore Delegato del Gruppo- siamo orgogliosi della natura di impresa cooperativa di primo grado che caratterizza Apofruit, un'identità che ci permette di essere vicini ai nostri Soci produttori, e vogliamo mantenerla, ma intendiamo anche sfruttare le sinergie che solo la condivisione con altre imprese può consentire. L'obiettivo, che non è solo commerciale ma strategico, è di portare il fatturato dei prodotti a marchio a 70 milioni di euro entro il 2013". "I nuovi progetti di Apofruit ?ha sostenuto Tiberio Rabboni, Assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna, intervenendo all'incontro di Cesena- puntano ad accrescere il valore dell'ortofrutta sul mercato, attraverso un aumento della produzione a marchio e un allargamento delle alleanze con le altre imprese. E' la strada giusta, la strada dell'innovazione e dell'approccio di sistema che può assicurare maggior reddito stabile nel tempo. E' questo, d'altra parte, ciò che diremo il 16 aprile con il Ministro Catania nell'incontro sull'ortofrutta che, come Regione, abbiamo promosso a Bologna". Del Gruppo Apofruit, oltre alla cooperativa Apofruit Italia che presidia il conferimento e associa 3.800 produttori, fanno parte Mediterraneo Group srl consortile, braccio commerciale per i partner, Canova srl, trading per il biologico, che controlla altre 4 imprese specialiste nel settore del bio e Almaverde Bio Italia srl consortile, strumento per la politica di marca nel biologico. Ogni impresa ha una propria autonomia operativa e gestionale, ma tutte rispondono alle stesse logiche strategiche e all'obbiettivo primario di valorizzare la produzione dei Soci.