"Io scrivo poesie ma, nessuno legge poesie.
Dunque il mio lavoro nasce come provocazione: inserire parole (le mie) su immagini.
Uno scenario seducente, accattivante, intrigante.
L'occhio viene catturato, costringe all'avvicinamento, e lì è spinto alla lettura, l'arrendevolezza alla disponibilità discorsiva; o semplicemente dal gusto estetico che cela comunque il concetto ideale.
Nell' economia sentimentale, il linguaggio è minaccia, è un dire e ridire di slogan, codici.
Io voglio rischiare, dire e ridire il taciuto e il negato; tutto ciò di cui sono capace.
Sono presa da questa etica del Nulla; scansando il niente, uso la parola parlata, la trasformo in visuale, in pura estetica.
Parole riscattate per quello che vogliono dire, diventano strumento.
Dicono.... dicono.
Ed è probabile che io scriva perché mi piace farlo".
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