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Francia, Estero - 30 Novembre 2010

studenti italiani a Montpellier contro DDL Gelmini

studenti italiani a Montpellier contro DDL Gelmini
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Qui il manifesto degli studenti erasmus a Montpellier:
COMUNICATO DEGLI STUDENTI ERASMUS ITALIANI FREQUENTANTI 99 ATENEI IN 60 CITTA' EUROPEE A SOSTEGNO DELLA MOBILITAZIONE CONTRO IL DDL GELMINI E PER UN'UNIVERSITA' MIGLIORE
 
L'essere lontani non ci fa dimenticare la situazione in cui versano i nostri Atenei di provenienza.
In questi giorni, in coincidenza con l'inizio delle discussioni alla Camera dei Deputati del Disegno di Legge Gelmini di riforma dell'Universit√†, l'intero mondo accademico italiano ha deciso di ¬†alzare il tenore di una protesta iniziata gi√† molti mesi fa. Protesta che, con la sua voce presente negli organi accademici e nelle mobilitazioni di piazza, √® riuscita a mettere in luce, sempre nel rispetto dei fondamentali principi democratici, una condizione ormai insostenibile di un sistema universitario vicino al collasso.¬† Il Ministro Gelmini ha deciso di ignorare queste voci. Ha deciso di ignorare il grido, sempre pi√Ļ forte, di chi in universit√† ci vive e ci lavora.
In un contesto simile, essendone noi parte integrante, crediamo sia doveroso esprimere la nostra solidariet√† a tutti coloro che, in questi giorni e in tutte le citt√† protagoniste della protesta, stanno promuovendo le pi√Ļ diverse attivit√† a difesa dell'universit√† pubblica.
 La nostra contrarietà al DDL non si basa su posizioni di conservatorismo dell'attuale status dell'organizzazione accademica. Al contrario, siamo i primi ad accorgerci di quanto sia necessaria una riforma che ristrutturi l'università, riforma tuttavia impraticabile senza un'adeguata copertura finanziaria.
¬†Rifiutiamo con forza questa proposta di riforma, ancora una volta a costo zero, che va a limitare ancora di pi√Ļ la democrazia all'interno degli organi di governance degli atenei, che mina le basi del diritto allo studio e che, nonostante le dichiarazioni dei promotori del DDL, non appare in grado di aggredire i veri mali del sistema universitario italiano, come il clientelismo, il baronato e la cronica mancanza di considerazione nei confronti della ricerca.
I dati sul sottofinanziamento fanno capire che i tagli della legge 133 non incidono sugli sprechi. Colpiscono in realtà pesantemente l'università nelle sue attività essenziali, didattica e ricerca.
 La mobilitazione in Italia ha come obiettivi primari:
- la salvaguardia del sistema pubblico universitario;
- la promozione di politiche di ateneo che difendano e, soprattutto, rafforzino il valore del diritto       
  allo studio;
- l'incremento della qualità e dell'efficacia della formazione universitaria italiana;
- la difesa e la valorizzazione delle figure dei ricercatori e dei dottorandi;
- la lotta contro un sistema basato sull'incertezza della condizione lavorativa, che porta
  automaticamente alla formazione di veri e propri eserciti di precari.
- lo rimozione del blocco del turnover e la realizzazione di un nuovo piano di reclutamento   
  nazionale con tempi e ritmi certi, trasparente e capace di rispondere alle crescenti necessità di    
  rinnovamento generazionale del sistema universitario
¬†Davanti a questi obiettivi, non possiamo che esprimere la nostra pi√Ļ totale e convinta adesione.
 Noi difendiamo l'Università pubblica come luogo d'eccellenza per lo sviluppo dei Saperi.
Con la nostra esperienza Erasmus, possiamo testimoniare quanto in Europa si investa nell'istruzione pubblica e nel diritto allo studio.
La patria della cultura, dell'arte e della scienza, così come l'Italia viene definita all'estero, non può chiudersi a questi bisogni primari.
E' necessario che anche il nostro Paese capisca che per uscire da questa crisi imperversante non c'è altra soluzione che investire in chi, con studio e sacrifici, vuole costruire e migliorare il futuro in Italia.