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Altavilla Irpina (Avellino) - 13 Febbraio 2012

il sol dell'avvenire

il sol dell'avvenire

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il sol dell'avvenire...
Fischia il vento, urla la bufera
Scarpe rotte eppur bisogna andar
A conquistare la rossa primavera
Dove brilla il sol dell'avvenir
Ogni contrada è patria del ribelle,
Ogni donna a lui dona un sospir
Nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuore e il braccio nel colpir.
Cessa il vento, calma è la bufera
Torna a casa il fiero partigan
Sventolando la rossa sua bandiera
Vittoriosi e alfin liberi siam.
Fischia il vento, infuria la bufera,
scarpe rotte eppur bisogna andar,
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir.
Fischia il vento, infuria la bufera,
scarpe rotte eppur bisogna andar,
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir.
Ogni contrada è patria del ribelle
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle
forte il cuore e il braccio nel colpir.
Se ci coglie la crudele morte
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è gia la dura sorte
contro il vile che noi ricerchiam.
Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa fiero il partigian
Sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi e alfin liberi siam.
Fischia il vento, infuria la bufera,
scarpe rotte eppur bisogna andar,
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir.

citazione:
Di "Fischia il Vento", che è il vero inno ufficiale della Resistenza, ne esistono diverse versioni,
noi qui ne proponiamo due.
L'autore del testo è F. Cascioni, l'anno di nascita il 1944.
La musica si richiama a quella di un famoso e celebre canto popolare russo ("Katjusha").

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