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6 Marzo 2010
Continua la mobilitazione contro il taglio della Gelmini del 25% sugli appalti storici nelle scuole.
Una manovra che coinvolge nella provincia di Torino 1200 lavoratrici e lavoratori, e che nella sola città di Torino 800 addetti, la maggioranza dei quali svantaggiati o con difficoltà di inserimento sociale.
Tale misura, a partire dal 1 gennaio 2010, ha gettato nel caos i servizi di pulizia e sorveglianza nella maggioranza delle scuole italiane.
Dopo i tagli di gelmini e Tremonti del 2008 la scuola pubblica italiana si ritrova nuovamente in grave difficoltà non potendo più garantire l'igiene, la pulizia e la sicurezza dei propri bambini e alunni.
Dopo i presidi sotto al comune di Torino e alla regione Piemonte, gli incontri col Prefetto, il 10 marzo si darà vita ad un nuovo assedio sotto la sede del MIUR di Coazze, a partire dalle 9.
Come Filcams, FPCgil, insieme a Fisascat, FPUil, FPCisl, chiediamo: che venga ritirato il decreto, l'intervento della Regione sia in sede politica che di ammortizzatori sociali, l'intervento dei comuni maggiormente interessati (Torino) per evitare che una manovra scellerata abbia delle ricadute negative non solo sulla scuola, manche sul piano sociale.
Una manovra che coinvolge nella provincia di Torino 1200 lavoratrici e lavoratori, e che nella sola città di Torino 800 addetti, la maggioranza dei quali svantaggiati o con difficoltà di inserimento sociale.
Tale misura, a partire dal 1 gennaio 2010, ha gettato nel caos i servizi di pulizia e sorveglianza nella maggioranza delle scuole italiane.
Dopo i tagli di gelmini e Tremonti del 2008 la scuola pubblica italiana si ritrova nuovamente in grave difficoltà non potendo più garantire l'igiene, la pulizia e la sicurezza dei propri bambini e alunni.
Dopo i presidi sotto al comune di Torino e alla regione Piemonte, gli incontri col Prefetto, il 10 marzo si darà vita ad un nuovo assedio sotto la sede del MIUR di Coazze, a partire dalle 9.
Come Filcams, FPCgil, insieme a Fisascat, FPUil, FPCisl, chiediamo: che venga ritirato il decreto, l'intervento della Regione sia in sede politica che di ammortizzatori sociali, l'intervento dei comuni maggiormente interessati (Torino) per evitare che una manovra scellerata abbia delle ricadute negative non solo sulla scuola, manche sul piano sociale.
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