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Arezzo (Toscana) - 19 Gennaio 2011

ad Arezzo le IDEE incontrano FRANCO MANDELLI

ad Arezzo le IDEE incontrano FRANCO MANDELLI
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ad Arezzo le IDEE incontrano FRANCO MANDELLI

Secondo appuntamento in gennaio per "Il Giardino delle Idee" la fortunata rassegna letteraria promossa dall'associazione La Fabbrica delle Idee con il patrocinio di Provincia e Camera di Commercio di Arezzo, la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Arezzo ed il contributo di Coingas SpA.
Teatro dell'incontro ancora lo splendido Auditorium del Museo d'Arte Medioevale e Moderna di Arezzo.
La Sala delle Muse (così si chiama in realtà l'auditorium) si trova al primo piano del Palazzo Bruno Ciocchi in via San Lorentino, 8 ad Arezzo di proprietà della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Provincia di Arezzo, certamente uno dei più bei palazzi rinascimentali nel centro storico della città.
 
Sabato 22 gennaio 2011 con inizio alle ore 17.00 un pomeriggio dedicato alla solidarietà con un ospite straordinario: il prof. FRANCO MANDELLI.
Professore ordinario di Ematologia all'Università "La Sapienza" di Roma il prof. Mandelli ha diretto a Roma dal 1979 al 2003 il Centro Universitario di Ematologia del Policlinico Umberto I° da lui creato, composto oggi di reparti ospedalieri di ricovero per adulti e bambini, centro trapianti di midollo, day hospital, ambulatori, servizio per le malattie emorragiche e trombotiche, servizio di assistenza domiciliare, casa-alloggio per malati e loro parenti, pronto soccorso ematologico 24 ore su 24. 
E' Presidente dell'AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma.
Ha pubblicato oltre 750 lavori scientifici.
Fra i numerosi premi e onorificenze si ricordano:  nel 1987 il premio nazionale per l'oncologia dell'Accademia dei Lincei e la Medaglia d'oro al merito nel campo dell'Educazione, Arte  e Cultura; nel 1993 il Presidente della Repubblica gli conferisce il titolo di Cavaliere di Gran Croce e  nel 2003  la medaglia d'oro per meriti nel campo  della sanità pubblica."; nel 2005 riceve dal Presidente della Repubblica una seconda medaglia d'oro come Presidente dell' Associazione Italiana contro le Leucemie.
E' riuscito a fare dell'Ematologia di Roma (e italiana) una realtà di livello europeo, superando tutti gli ostacoli: la burocrazia ottusa, la scarsa lungimiranza di alcuni colleghi, la cronica mancanza di risorse e di spazi, sapendo contagiare tutti con il suo cocciuto entusiasmo: dai medici impegnati ai volontari disinteressati e generosi, fino ai personaggi dello spettacolo conquistati dalla sua passione e dal sogno di trasformare leucemie e linfomi in malattie come le altre.
 
Il Suo libro "Ho sognato un mondo senza cancro" racconta del "grazie" di una donna guarita dalla leucemia e ora diventata madre, delle visite senza camice per non spaventare i pazienti bambini. Ma anche dell'euforia per un pionieristico trapianto di midollo riuscito che si trasforma in sconforto quando una banale infezione vanifica tutto.
L'esistenza di un medico in fondo è una grande avventura.
Quella di Franco Mandelli è stata molto di più: una corsa in salita, cominciata negli anni in cui leucemie e linfomi erano una condanna a morte certa.
Il "professore", così lo chiamano i suoi pazienti, ha scelto fin da subito che cosa andava messo al centro: il malato.
Attraverso i volti e le storie di uomini, donne e bambini da lui curati, Franco Mandelli racconta per la prima volta la sua vita, esprime il suo netto e lucido punto di vista su alcune questioni cruciali della medicina, rivela la missione che ne ha animato gli sforzi: trasformare leucemie e linfomi in malattie come le altre. Un nemico ostico e terribile, certo, ma che si può finalmente sconfiggere.
Il ricavato della vendita dei libri sarà devoluto all'AIL.
 
L'incontro è promosso con la collaborazione organizzativa della Sezione AIL Federico Luzzi di Arezzo fondata il 21 settembre 2009 e inaugurata il 25 ottobre per volontà dei genitori del tennista Federico Luzzi con l'intento primario di onorare e mantenere vivo il suo ricordo.
Progetto primario della sezione aretina AIL, finanziarie un servizio medico domiciliare per i pazienti affetti da leucemia.
"Federico, da una fine tragica un miracolo per la vita".
 
A moderare l'incontro la giornalista Antonella di Tommaso e il bravo e simpatico attore/giornalista Francesco Maria Rossi con un ospite d'eccezione:
 
GIUSEPPE MASCAMBRUNO direttore del quotidiano La Nazione.
Giuseppe Mascambruno cresce a Livorno dove, neanche sedicenne, comincia la collaborazione con la redazione locale de «La Nazione».
Mentre completa gli studi di Scienze politiche a Pisa è assunto, nel novembre 1978.
La prima destinazione è Grosseto, da dove comincia una galoppata attraverso le redazioni provinciali del quotidiano.
È del 1983 la prima nomina a caposervizio, alla guida della redazione di Lucca.
Nel 1985 è capo della redazione di Prato.
L'anno dopo la direzione lo chiama a Livorno, in vista del ritorno sul mercato de «Il Telegrafo». Resta a Livorno anche dopo la conclusione di quell'esperienza, fino al giugno 1992, quando viene promosso caporedattore con la responsabilità delle cronache regionali dell'Umbria.
Nel 1995 avviene la prima nomina alla direzione con il grado di vicedirettore de «La Nazione», con delega sulle diciotto edizioni locali del giornale.
Nel 1996 torna a Perugia, dove comincia a studiare il primo progetto-Tabloid del Gruppo, destinato a divenire il formato dei tre quotidiani della Poligrafici Editoriale: «La Nazione», «Il Resto del Carlino», «Il Giorno».
Nel 2000 l'editore, dopo un breve passaggio al settore periodici, lo chiama alla vicedirezione del «Giorno» di Milano, dove conclude l'esperienza con il grado di vicario.
Nel 2003 passa al «Quotidiano Nazionale», dorso del Gruppo che produce per i tre giornali tutta l'informazione nazionale e internazionale.
Nel 2007 è nominato condirettore.
Il 6 dicembre 2008, esattamente trent'anni dopo aver varcato la prima volta la soglia dell'edificio storico di via Paolieri a Firenze, Giuseppe Mascambruno torna a «La Nazione» da Direttore.