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Roma (Lazio) - 29 Aprile 2011

Wojtyla..

Wojtyla..
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Sono stati momenti "di grande partecipazione spirituale", di preghiera, e anche di grande commozione, soprattutto per le persone che furono più vicine a Giovanni Paolo II, quelli dell'estrazione della bara dalla tomba nelle Grotte vaticane, in attesa della traslazione in basilica domenica mattina prima della cerimonia di beatificazione. In particolare il cardinale Stanislao Dziwisz, fedele segretario di Wojtyla per circa 40 anni, prima nella diocesi di Cracovia di cui ora è arcivescovo e poi nei quasi 27 anni di pontificato, subito dopo che la teca è stata sollevata dalla tomba e posta su un cavalletto, prima l'ha accarezzata per lunghi secondi e poi si è chinato a baciarla. Lo stesso ha fatto il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano. Intorno assistevano il cardinale Angelo Comastri, arciprete di San Pietro e vicario del Papa per la Città del Vaticano, che alle 9.00, all'inizio della riesumazione, aveva guidato il momento di preghiera intonando le litanie, quindi gli altri presuli della Basilica e del Capitolo di San Pietro, poi il "governatore" vaticano, card. Giovanni Lajolo, il sostituto della Segreteria di Stato mons. Fernando Filoni, gli altri arcivescovi Carlo Maria Viganò, Piero Marini, il polacco Zygmunt Zimowski, ora "ministro" vaticano della sanità. Presenti, e molto commosse, anche le sei suore che durante il pontificato di Wojtyla hanno servito nell'appartamento papale, e che si sono avvicinato alla bara dell'amatissimo Pontefice. Tra loro anche suor Tobiana, che raccolse l'ultima frase del Papa ("lasciatemi andare alla Casa del Padre") e che domenica mattina in Piazza San Pietro recherà all'altare della beatificazione la reliquia con il sangue di Giovanni Paolo II, insieme a suor Marie Simon-Pierre, la religiosa francese guarita dal Parkinson per intercessione del nuovo beato. In tutto nella cripta vaticana c'erano alcune decine di persone, compresi i responsabili della Gendarmeria e delle Guardie svizzere, vari funzionari vaticani e gli operai della Fabbrica di San Pietro che hanno svolto in un clima di grande raccoglimento e devozione la pietosa opera di riesumazione. La teca posta sul cavalletto è stata coperta con un drappo damascato in oro. Quindi, sempre mentre i presenti recitavano le litanie, è stata portata a pochi metri di distanza, davanti al sepolcro di San Pietro, dove resterà fino a domenica mattina. E anche qui, prima di congedarsi, il fedele Stanislao, non ha potuto fare a meno di baciarla di nuovo. Proprio a Cracovia, tra l'altro, verrà portata la pietra in marmo che fino a stamane chiudeva la tomba: sarà collocata in una nuova chiesa da dedicare al nuovo beato.

RIESUMATO FERETRO, DOMENICA TRASLAZIONE IN BASILICA - Questa mattina la teca con le spoglie di Wojtyla è stata estratta dalla tomba e portata vicino alla tomba di San Pietro, sempre nelle Grotte Vaticane, dove resterà fino alla mattina di domenica primo maggio. Lo apprende l'ANSA da fonti vaticane. La teca si trova deposta sopra una carrello. Domenica sarà portata in San Pietro davanti all'altare centrale. Le Grotte Vaticane al momento sono chiuse e lo rimarranno fino al primo maggio.

''Non ci sono segnali di specifica minaccia'' in relazione alle manifestazioni di Roma per la beatificazione di Papa Wojtyla, ''pero' sono i grandi eventi, il significato che hanno, le persone che vi partecipano, ad avere in se stessi un contenuto che richiama per noi il dovere di potenziare i servizi di intelligence, di informazione, di controllo del territorio, la vigilanza e la protezione degli obiettivi''. Lo ha detto il capo della Polizia, Antonio Manganelli, rispondendo ad una domanda dei giornalisti. ''L'attenzione resta alta'', ha aggiunto Manganelli, intervenuto alla presentazione del Master in Intelligence & Security della Fondazione Link Campus University e della Fondazione Icsa. Ma ''il prefetto e il questore di Roma hanno fatto come al solito uno straordinario lavoro e siamo molto sereni'', ha proseguito il capo della Polizia. ''Domani - ha detto ancora Manganelli - sara' una giornata di festa, di riflessione, un giorno bello come Giovanni Paolo II merita. Ci sara' un afflusso imponente, anche di capi di Stato, di personalita' che siamo chiamati a proteggere. Vigileremo con molta tranquillita' e senza alcuna velleita' di blindare una citta' che domani deve essere serenamente in festa''. Ci sara' poi da gestire anche il deflusso, ha concluso, ''ma non e' un problema nuovo per Roma, che ha vissuto il Giubileo, la triste esperienza della morte del Papa e il felice evento dell'incoronazione del nuovo Papa. Tutti eventi che hanno richiamato milioni di persone e che sono stati gestiti con grande capacita'. Roma e' una citta' che accoglie, che sa organizzarsi''.
By: ansa
Reporter: Alessandro.

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