Venezia, 7 ottobre 2009.
Continuano con costante determinazione gli sforzi profusi dal Nucleo Natanti del Comando Provinciale Carabinieri di Venezia nelle attività preventive e repressive del fenomeno della pesca illecita di molluschi in laguna.
Infatti, negli ultimi giorni sono stati ben 9 i pescatori irregolari sorpresi mentre raccoglievano vongole in aree vietate e con attrezzature non consentite.
In particolare, la scorsa settimana sono stati sorpresi:
1. nella zona retrostante l'isola di Murano, nei pressi del Canale Bisatto, due pescatori (di Cavallino Treporti e Burano) che, a bordo di un'imbarcazione tipo cofano, erano intenti alla pesca di vongole in area vietata per motivi igienico sanitari e con attrezzatura non consentita. Gli stessi, sorpresi con oltre 100 kg di prodotto ittico, sono stati deferiti all'Autorità giudiziaria, mentre i molluschi, l'imbarcazione e l'attrezzatura usata sono state sequestrate;
2. lungo il Canale di Punta Sabbioni sono state sorprese tre persone che, munite di attrezzatura subacquea, stavano pescando illecitamente molluschi, avendone già raccolti oltre 30 kg, mentre lungo il Canale Ondello sono stati sorpresi altri due pescatori di frodo che, a bordo di una patanella, stavano raccogliendo vongole con attrezzatura professionale pur essendo sprovvisti della prevista autorizzazione, avendone già imbarcati circa 100 kg. Nei loro confronti è stato attuato il sequestro amministrativo del pescato e dell'attrezzatura impiegata e sono state elevati i verbali di contravvenzione previsti dalla normativa Regionale.
Questa notte, invece, nella zona delle "dighette", davanti a Fusina, in area preclusa per motivi igienico sanitari, sono stati colti in flagrante altri due pescatori abusivi di Pellestrina, i quali, a bordo di una vongolara professionale, erano intenti al lucroso raccolto con il rastrello vibrante, avendo già pescato circa 500 kg di molluschi. Anche in questo caso i due sono stati deferiti all'Autorità giudiziaria, mentre il prodotto ittico, l'imbarcazione e le attrezzature usate sono state sequestrate.
Complessivamente, quindi, sono stati sequestrati oltre 700 kg di vongole ? subito restituite alle acque in quanto ancora vitali ? per un valore di mercato che si aggira sui 3.500-4.000 euro, oltre a imbarcazioni e attrezzature non consentite per oltre 100.000 euro, mentre le contravvenzioni contestate si aggirano complessivamente sui 1.000 euro.
Invero spesso si è riscontrato che i molluschi commercializzati senza la prevista documentazione sanitaria, oltre ad alimentare il diffuso mercato nero di vongole (con serie e negative ripercussioni sui pescatori regolari e il mercato ittico in genere), provengono dalle zone interdette alla pesca per motivi igienico sanitari (comprese le aree più prossime alla zona industriale di Marghera), ove è ancora alta la presenza di metalli pesanti e diossine nei fondali, con serio pericolo per i consumatori che, a loro insaputa, rischiano di acquistare prodotti anche notevolmente inquinati e nocivi.
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