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Chioggia (Venezia, Veneto) - 14 Gennaio 2009

Vongole abusive, tre denunce e sequestro - 2

Vongole abusive, tre denunce e sequestro - 2
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PESCA ABUSIVA: DENUNCIATI 3 CHIOGGIOTTI E SEQUESTRATI 400 KG DI VONGOLE E L'IMBARCAZIONE

Nel corso delle attivita' predisposte dal Nucleo Natanti dei Carabinieri di Venezia finalizzate alla salvaguardia della salute pubblica attraverso il contrasto alla pesca illecita molluschi, nella tarda serata di ieri, nello specchio acqueo antistante al Petrolchimico di Marghera, venivano sorpresi tre giovani chioggiotti che erano intenti alla pesca a bordo di un drifting. Si tratta della zona inibita a qualsiasi attività di sfruttamento per motivi igienico-sanitari, considerata la rilevante contaminazione dei suoi fondali, per l'accumulo di microinquinanti organici e di metalli pesanti tossici.
Verso le 19.00, infatti, i militari dipendenti, transitando in prossimità del canale Vittorio Emanuele, avvalendosi di apparati per la localizzazione remota, notavano i tre soggetti che stavano pescando con un motore fuoribordo, utilizzato per sommuovere il fondale, e la gabbia metallica, al cui interno raccoglievano il prodotto ittico.
Subito l'equipaggio puntava verso l'imbarcazione, abbordandola repentinamente e non consentendo ai pescatori di frodo alcuna via di fuga. A bordo della loro imbarcazione vi erano già 13 ceste colme della prelibatezza lagunare, per complessivi 400 kg circa di pescato, mentre un'altra sessantina di ceste erano accatastate per essere riempite via via.
Gli indagati venivano subito accompagnati in caserma, a San Zaccaria, per gli accertamenti conseguenti, da cui emergeva che gli stessi non erano nuovi a tali imprese, avendo già numerosi precedenti specifici e non. Espletate le formalità di rito, i tre venivano denunciati alla magistratura veneziana, per concorso nell'inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità e danneggiamento ambientale.
Il prodotto ittico, invece, essendo ancora allo stato vitale, veniva rigettato nelle acque lagunari, mentre la potente imbarcazione, munita di due motori fuoribordo da 250 cavalli cadauno, e le attrezzature utilizzate per la pesca illecita, per un valore complessivo di euro 20.000/00 circa, venivano sequestrate.
Con la loro condotta, infatti, oltre a catturare i molluschi nell'area assolutamente vietata, per poi immetterli nel commercio (legale e non) ittico, esponendo la salute dei futuri acquirenti e buongustai a grave pericolo, producevano altresì un serio danno ambientale, sollevando i fondali contaminati che, dispersi nella corrente, costituiscono una preoccupante minaccia anche per le altre aree lagunari.

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