Torino ama Vasco Rossi e Vasco Rossi ama Torino. Un legame costruito in anni di indimenticabili show e rafforzato dalle tante feste-evento per il concerto che non c'è stato. Il Comandante ha - come dice lui - «occupato la stanza di una clinica bolognese» e si sta rimettendo in forma grazie anche a «sei settimane di terapia antibiotica per far fuori un batterio killer».
Ogni giorno Vasco dedica un pensiero ai fan, parole che spesso finiscono nei «clippini» di Facebook, ma il suo chiodo fisso è recuperare le date saltate per il suo stato di salute. Racconta a chi gli sta vicino che vorrebbe suonare a Torino, Bologna e Udine. Anzi ha in mente un piano preciso che ha condiviso con i più stretti collaboratori: «Concerti a Udine, Bologna e chiusura della carriera live con un grande spettacolo a Torino. L'ultimo concerto della vita».
Tutti sanno che quello appena interrotto doveva essere l'ultimo tour di Vasco. Ma i milioni di fan del Comandante temevano che lo stop per motivi di salute avesse anticipato l'addio alle scene. La rockstar di Zocca però non molla e sta lavorando sodo per tornare ancora sul palco.
La scelta di Torino - che potrebbe essere anche una data doppia - non è casuale. Gli otto concerti di Vasco del 2010 hanno dimostrato che è una base perfetta e per i promoter italiani e internazionali è diventata una città chiave.
L'autunno del capoluogo piemontese è addirittura da capitale della musica italiana: con il ritorno di Jovanotti il 29 novembre (dopo gli oltre ventimila paganti di maggio) e soprattutto i concerti evento di dicembre: il 10 toccherà ai Red Hot Chili Peppers e l'11 a Rihanna (unica data italiana). E'mormai evidente che a Torino arrivano più big che a Bologna e a addirittura a Roma. La risposta del pubblico è entusiasta e i biglietti per il 10 e l'11 dicembre sono andati esauriti in pochi giorni. Inoltre l'Isozaki - dopo qualche diffidenza iniziale - è considerato una delle arene più affascinanti se non la migliore del Paese e la scelta di «Livenation» di puntare su Torino grazie all'asse con Giulio e Jimmy Muttoni ha fatto il resto.
La ciliegina sulla torta è che alle rockstar la città piace. Shakira, Lady Gaga e gli U2 hanno raccontato sui sociali network e nelle interviste di quanto questa nuova Torino li abbia sorpresi e affascinati.
E alla città piacciono le rockstar: il sistema concerti infatti non porta solo pubblico mordi e fuggi che al massimo addenta un panino fuori dallo stadio. Per Red Hot e Rihanna il 60 per cento dei biglietti è stato acquistato da fuori Piemonte senza dimenticare che le rockstar non si muovono da sole e che solo il team di Vasco Rossi valeva per un noto albergo cittadino una fattura da 70 mila euro.
BY: La Stampa
Reporter: Alessandro.
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