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Roma, Lazio - 1 Giugno 2009

Vandali imbrattano con vernice la teca dell'Ara Pacis

Vandali imbrattano con vernice la teca dell'Ara Pacis

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Imbrattata nella notte la teca dell'Ara Pacis. Tre persone incappucciate la scorsa notte hanno imbrattato con due grosse macchie rosse e verdi la parete bianca della teca di Richard Meier in Via di Ripetta e la fontana.. Ai piedi del muro un wc e due pacchi di carta igienica. L'allarme è scattato verso le 5.30 del mattino, quando alcuni passanti hanno avvertito la Polizia. L'atto vandalico è avvenuto nella notte. Alle prime luci dell'alba è arrivata la segnalazione alle forze dell'ordine. In tarda mattinata squadre del Comune di Roma e dell'Ama hanno cominciato le operazioni di ripulitura del muro. La Polizia
scientifica ha esaminando i danni riportati dalle strutture e le immagini registrate dall'impianto di
videosorveglianza.

La teca in acciaio, travertino e vetro, inaugurata poco più di tre anni fa, il 21 aprile 2006 in occasione della ricorrenza del Natale di Roma, costato sette anni di lavori, ha fatto discutere il mondo politico e quello artistico. C'è chi lo considera un capolavoro e chi uno scempio. Vittorio Sgarbi, per esempio, l'ha definito «una pompa di benzina texana nel cuore di uno dei centri storici più importanti del mondo». Anche per il New York Times l'opera di Meier è stata un flop.

«Intellettualmente rivendico questa bellissima azione. Dovrebbe essercene una al giorno», ha commentato il critico futurista Graziano Cecchini, celebre per aver colorato di rosso, il 19 ottobre del 2007, l'acqua della Fontana di Trevi e per aver lanciato, il 16 gennaio 2008, da Trinità dei Monti migliaia di palline di tutti i colori. Cecchini, che ha detto di essere stato ascoltato dalla Digos, non ha preso le distanze da quest'atto e, al contrario, ne ha spiegato il significato: «Credo si tratti della rappresentazione di un'Italia che si stacca verso l'alto (coi palloncini) e verso il basso (water). Forse in segno che la gente si è stufata dell'Italia delle Veline». Cecchini riguardo le responsabilità ha aggiunto: «Ci sono le telecamere che dovrebbero dire con certezza chi è stato. Se non funzionano bisogna intervenire sullo sperpero di denaro pubblico».

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