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Mascalucia (Catania, Sicilia) - Luglio 2010

Un villaggio fantasma?

Un villaggio fantasma?
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Sigilli al cantiere di una cooperativa edilizia.
Un intero nuovo villaggio... e nessuno lo ha visto costruire...
Perché bisogna essere davvero miopi per non vedere che, in una delle più importanti strade di Mascalucia, via Della Regione, e precisamente in località " San Rocco", stava sorgendo, ben più sopra il livello stradale, su di una sommità innaturale, come un punto di dominio ben elevato (rispetto alle case circostanti), che sovrasta l'intera Mascalucia, la costruzione di un intero villaggio
Ben 87 abitazioni a villetta sono state sottoposte a sequestro (un intero complesso abitativo) dal personale appartenete alla Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Catania ed al Nucleo Operativo Provinciale di Catania del Corpo Forestale, alla fine di un'elaborata attività d'indagine. Inoltre sono state eseguite diverse perquisizioni presso sedi sociali di cooperative edilizie e studi professionali. Su circa 5 ettari, le costruzioni, tutte risultate non conformi al progetto approvato ( dall'UTC di Mascalucia), ricadevano su un'area gravata da vincolo panoramico paesaggistico. Tra gli indagati eccellenti risulta il titolare dell'impresa esecutrice, la Fininvest 2001 di Adrano, Monteleone Antonio personaggio noto agli ambienti giudiziari, più volte al centro di indagini per fatti di mafia in provincia di Catania. Inoltre, risultano indagati, Giuseppe Cuscunà, progettista e direttore dei lavori, e Mario De Pasquale, presidente della cooperativa "Sabrina". E' scontato che l'attività d'indagine prosegua ed essa è certamente indirizzata ad individuare eventuali connivenze fra i vari organi che dovevano effettuare attività di verifica e controllo nella realizzazione degli alloggi di edilizia c.d. convenzionata . Quello che è sotto gli occhi di tutti è che dal livello stradale ( via Della Regione), basta guardare in alto, per notare che in alcuni punti dove a circa 4 e/o 5 mt, sorgono le 10 costruzioni che comprendono 87 appartamenti. Gli inquirenti hanno pure constatato che si è contravvenuti hanno superato ampiamente i 110 metri quadrati che rappresentano il volume massimo delle case in cooperativa convenzionata e di conseguenza, la variazione di destinazione d'uso. Inoltre, i garage sarebbero stati trasformati in unità abitative, così come i volumi tecnici sarebbero diventate mansarde a tutti gli effetti abitabili e dotati di servizi.
Comunque, una bella approfondita ri-guardata a tutte le nuove e recenti cooperative in costruzione e/o già edificate, occorrerebbe. Chissà qualche altro caso di "miopia- edificatoria" da parte degli organi preposti. Un nostro plauso va al Corpo Forestale, e nel contempo ci spiace per tutti coloro che con tanti sacrifici hanno acquistato casa in questa cooperativa.
Massimo Scuderi