ROMA - Le colonne di fumo nero erano visibili in mare a molte miglia dalla costa. Le fiamme hanno invaso stanze e padiglioni, decine gli intossicati tra i migranti e i soccorritori. Un extracomunitario paraplegico, costretto su una sedia a rotelle, ha rischiato di non uscirne. Pomeriggio di inferno quello di ieri a Lampedusa. Un incendio ha devastato il centro di prima accoglienza che ospita 1.300 migranti nordafricani. Un rogo che è servito a riaccendere la luce sulla questione Lampedusa.
Con la fine della spaventosa emergenza dello scorso febbraio, il sipario sembrava quasi calato. Via i bivacchi sulla collina della vergogna, via telecamere, taccuini e presidenti del consiglio che annunciavano di voler comprare ville vista mare, sembrava che tutto o quasi sull'isola sembrava fosse tornato alla normalità, a parte una stagione turistica saltata del tutto. Sembrava. Perché gli sbarchi sono continuati a ritmo incalzante, il centro di permanenza è tornato ad affollarsi e i trasferimenti sulla terraferma si sono interrotti. Così ieri qualcuno ha appiccato il fuoco nella struttura. Ed è stato il caos. In molti hanno approfittato della confusione per fuggire, altri sono stati radunati dalle forze dell'ordine nello stadio comunale, a Cala Saline. Fonti del Viminale hanno fatto sapere che il rogo sarebbe legato al fatto che i rimpatri vanno avanti al ritmo di cento tunisini al giorno, un numero più alto di quello concordato da Maroni ad aprile con le autorità di Tunisi.
«L'incendio era prevedibile: da giorni nella struttura si era creata un'atmosfera tesa per l'alto numero di tunisini, oltre 1.300, e della mancanza di trasferimenti sulla terraferma», spiega Flavio Di Giacomo, dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni in Italia.
«Il governo deve intervenire - è il grido d'allarme del sindaco Bernardino De Rubeis - cosa si aspetta? Che a Lampedusa scoppi la guerra civile? Il governo lo vuole capire che l'attuale governo tunisino è peggio di quello di Ben Ali? Che tutti gli avanzi di galera li mandano da noi? Che non mantengono nessun accordo?».
Per commentare devi fare il login o iscriverti.
Al momento non c'è nessun commento, potresti essere tu il primo a commentare questo contenuto!