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Padova (Veneto) - 27 Ottobre 2009

Tre bombe ecologiche sequestrate dalla Finanza

Tre bombe ecologiche sequestrate dalla Finanza
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Vasta operazione delle Fiamme Gialle del Veneto: la Guardia di Finanza di Padova sequestra discariche abusive per 7.000 mq², colme di rifiuti speciali.
Un arresto e 6 denunce.
Nell'ambito di interventi finalizzati al controllo economico del territorio, sviluppati con l'ausilio della componente aeronavale, le Fiamme Gialle del Veneto hanno individuato 18 discariche abusive di cui tre nella provincia di Padova.
C'era di tutto in un terreno della Bassa padovana: dalle carcasse d'auto ai pneumatici usati, dalle bombole di gas ai fusti di olio. Una discarica abusiva a "cielo aperto" che, per le dimensioni e la tipologia di rifiuti stoccati, ha lasciato allibiti gli stessi scopritori. Sono stati gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Padova ad alzare il velo steso su uno dei tanti orrori che minacciano il già sollecitato sistema ambientale delle campagne d'Italia: un'area di quasi 1.500 metri quadrati sulla quale sono stati accumulati ? nel corso degli anni ? metri cubi su metri cubi di rifiuti della riparazione meccanica su auto e veicoli, la maggior parte dei quali catalogabili come rifiuti speciali.
La fitta sterpaglia ha ostacolato le operazioni di ricognizione del sito, ove giacevano scarti e relitti di ogni genere: 50 telai di autoveicoli, 2 carcasse di camion, 10 ciclomotori, 2.000 pneumatici usati, 60 batterie per auto, oltre 10.000 parti meccaniche usate e ormai inservibili quali: cinghie di trasmissione, marmitte, pinze freni, pastiglie di ferodo, oltre a 10 bombole di gas, 10 barili di olio lubrificante.
Numeri di forte impatto, che vanno anche contestualizzati con riferimento all'ancor più grave minaccia ambientale: si pensi se gli oli esausti o i metalli contenuti negli accumulatori dovessero aver intaccato la falda acquifera sottostante. Si tratta, infatti, di rifiuti speciali, per i quali devono essere adottate altrettanto speciali procedure di smaltimento. Nei guai sono finiti padre e figlio, rispettivamente di 85 e 52 anni, proprietari del terreno "incriminato", denunciati alla Procura della Repubblica di Padova per violazione del Testo Unico dell'Ambiente, approvato con il Decreto Legislativo n. 156 del 2006. I due rischiano ora fino a tre anni di arresto e un'ammenda di 52.000 Euro.
Ma l'attività delle Fiamme Gialle non si è conclusa con questo servizio, continuando senza soluzione di continuità, con l'individuazione, tra fango e sterpaglie, di un'area di oltre 4.000 metri quadrati nella periferia di Padova, ove venivano, senza le prescritte autorizzazioni ed in assoluto spregio per la tutela dell'ambiente, accumulati toner e carcasse di fotocopiatori e stampanti, numerosi autoveicoli perlopiù dismessi, numerosissimi pneumatici usurati, parti di autoveicoli smontati (dai quali era facilmente visibile la fuoriuscita di oli e liquidi vari), batterie esauste, bombole di gas, frigoriferi e condizionatori. Una vera e propria malsana discarica "a cielo aperto", ove operavano in violazione alla legge 3 imprese, esercenti l'attività di importazione ed esportazione di autoveicoli usati, riconducibili ad altrettanti soggetti di nazionalità nigeriana, regolarmente residenti sul territorio nazionale. Denunciati i tre rappresentanti legali, anche loro rischiano fino a 3 anni di arresto e pesanti sanzioni pecuniarie.
Sono in corso accertamenti per quantificare i proventi illeciti percepiti per il deposito e lo smaltimento dei rifiuti e sanzionare l'evasione derivante dall'affitto in nero di alcuni terreni abusivamente adibiti a discarica.
Pensava invece di "sanare" il problema a modo suo il 60enne di Cittadella che, vistosi sequestrare dai militari della locale Compagnia un'area un oltre 500 mq, da lui adibita a discarica abusiva, ha ben pensato di provvedere a disfarsi degli "ingombranti" rifiuti durante la notte, violando i sigilli apposti dai Finanzieri, che, scopertolo, non hanno esitato a trarlo in arresto in flagranza di reato.
Dovrà ora spiegare al giudice le ragioni di questa sua improvvisa "folgorazione" ecologista.