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Torino (Piemonte) - 10 Gennaio 2012

Torino debutto Malapolvere al teatro Gobetti

Torino debutto Malapolvere al teatro Gobetti

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Debutta in prima nazionale


Teatro Gobetti
31 gennaio - 12 febbraio 2012
MALAPOLVERE
veleni e antidoti per l'invisibile
con Laura Curino
un progetto di Laura Curino, Lucio Diana, Alessandro Bigatti, Elisa Zanino
testo Laura Curino
scenografia e video Lucio Diana
luci Alessandro Bigatti
ricerche Luca Scarlini
musiche originali Roberto Negro
assistente alla drammaturgia Beatrice Marzorati
riprese video e montaggio Eleonora Diana
segreteria di produzione Elisa Zanino
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Associazione culturale Muse

Il titolo e lo spettacolo sono stati ispirati dalla lettura di Mala polvere di Silvana Mossano

Si ringrazia l'Associazione Familiari Vittime Amianto di Casale


Martedì 31 gennaio 2012 al Teatro Gobetti il Teatro Stabile di Torino e l'Associazione culturale Muse presentano in prima nazionale MALAPOLVERE - veleni e antidoti per l'invisibile un progetto di Laura Curino, Lucio Diana, Alessandro Bigatti, Elisa Zanino scritto e interpretato da Laura Curino. Il titolo e lo spettacolo sono stati ispirati dalla lettura del libro Mala polvere di Silvana Mossano (Ed. Sonda, 2010). Malapolvere sarà replicato al Teatro Gobetti fino al 12 febbraio 2012.

Dopo Torino, Malapolvere sarà rappresentato il 18 febbraio 2012 al Teatro San Filippo Neri di Nembro (Bergamo) e dal 22 al 26 febbraio 2012 al Teatro Duse di Genova.

L'avvelenamento da amianto: una tragedia fattasi simbolo di uno dei tanti mali a cui ci si espone senza saperlo. Lo spettacolo è un canto per quegli uomini e quelle donne che si sono immolate sull'altare di una tragedia del lavoro, un sacrificio importante che potrebbe essere non solo la fine di una storia terribile, ma anche il capitolo iniziale di una storia virtuosa. Scrive Laura Curino, artista che ha fatto della pratica teatrale una modalità di espressione civile: «Casale Monferrato è una bella cittadina tra le colline e il Po, ricca di storia, d'arte e di operosità. Città di colori, il rosso dei mattoni del castello, il rosa del cotto barocco, l'oro della Sinagoga, dei campi di grano e dei biscotti, le geometrie bianche e rosse del Duomo, il bronzo delle statue e dei metalli, il verde delle colline, l'azzurro del cielo e, sì, il bianco della nebbia e della neve. Un giorno, a coprire tutto arrivò il grigio, la cipria impalpabile della mala polvere dell'Eternit, il polverino sottilissimo che si insinua dovunque trasportato dal vento, dai mezzi, dalle persone. Casale è diventata città avvelenata, città di dolore. Ma anche città di risveglio, città di coscienza, città di vita. Qui, tra le colline e il Po, si dipana nell'arco di più di cento anni, una delle storie simbolo della nostra contemporaneità; veleni in cambio di prosperità economica, fatiche e disagi al limite dell'umano in cambio di salari decorosi, fino all'assurdo scambio di malattia in cambio di "benessere". E parallelo l'altro scambio infernale: bugie o silenzio invece di verità, arroganza invece di etica, rischi mortali invece di ricerca, profitti invece di sicurezza.
Il processo Eternit, che si sta svolgendo a Torino, è il maggior processo penale che si sia mai celebrato per un disastro ambientale provocato da un luogo produttivo. Ed è attorno a questo processo, nelle persone che lo hanno voluto, nella dedizione delle famiglie, nella volontà di una intera città, che si scatena con forza l'antidoto all'indifferenza, alla menzogna e - speriamo un giorno - anche alla malattia. Quella che voglio raccontare non è solo la storia delle città dell'Eternit. È la storia tra queste due opposte energie: malefica e salvifica. È una storia di rabbia e d'amore. Amore per la vita di tutti noi».

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