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Milano, Lombardia - 12 Dicembre 2009

Strage di Piazza Fontana: il ricordo 40 anni dopo

Strage di Piazza Fontana: il ricordo 40 anni dopo
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È partito da pochi minuti il corteo cittadino per commemorare a Milano il quarantennale della strage di piazza Fontana, aperto dai familiari delle vittime dell'attentato. Dopo il concentramento in piazza della Scala, la manifestazione è partita alla volta della piazza dove, quarant'anni fa esplose una bomba collocata nella Banca Nazionale dell'Agricoltura. Alla testa del corteo, molto partecipato, ci sono i familiari delle vittime, che espongono uno striscione «Famiglie vittime strage di piazza Fontana». Dietro sono numerosissimi i gonfaloni che rappresentano le città che partecipano alla commemorazione. Il primo è quello della città di Milano, dietro il quale sta sfilando il sindaco di Milano, Letizia Moratti accompagnata da numerosi assessori e consiglieri comunali. Presenti al corteo anche i vessilli della Provincia, con il presidente Guido Podestà, quelli delle città di Napoli, Bologna, Firenze, nonchè di numerosi Comuni del Milanese. In fondo al corteo sventolano invece numerose bandiere di partito, quelle del Pd, del Partito socialista e molte bandiere rosse

«Esistono pochi dubbi ormai, al di là delle vicende giudiziarie, che la strage di Piazza Fontana fu architettata e realizzata da settori extraparlamentari di indirizzo nazifascista con inquietanti rapporti con settori deviati dello Stato, certamente non espressione dei governi e dei partiti di maggioranza dell'epoca». Lo sottolinea Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, nel quarantennale della strage di piazza Fontana. «Detto questo, va anche ribadito, per chiarezza, che il terrorismo di sinistra, già in nuce, si è sviluppato a sua volta per fattori intrinseci, espressi da componenti impazzite del '68 e da nuclei veterocomunisti, e non come reazione e risposta -conclude Cicchitto- a quella strage»

L'unica certezza a 40 anni dalla strage di Piazza Fontana è «l'estraneità della destra politica» dell'epoca all'eccidio. È l'opinione del ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha incontrato i giornalisti a Milano, nel giorno dell'anniversario della strage. «È una ricorrenza importante - ha detto - non è stata fatta ancora luce sui mandanti e i responsabili, anche se l'ultima sentenza rappresenta un passo in avanti. L'unica certezza è che ciò che si gridava nei primi anni dopo la strage, cioè il coinvolgimento della destra italiana, non era vero. Ma ciò gettò un alone di sospetto su chi faceva politica a destra. In realtà Almirante (leader storico del Movimento Sociale Italiano, ndr) svolse un ruolo nella tenuta della democrazia». «Mi inchino alla memoria delle vittime, del commissario Calabresi e anche di Pinelli», ha concluso La Russa.

Oggi è una giornata importante, sono quarant'anni dalla strage di Piazza Fontana, su cui non è stata ancora fatta piena luce sui mandanti e sugli esecutori materiali. C'è però una certezza, tutte le sentenze dimostrano che la destra politica è estranea alla strage. Sul Movimento Sociale c'erano allora dei sospetti, ma la verità è al contrario: Almirante ha sempre lavorato per la tenuta della democrazia e contro ogni sbandamento«. Così il ministro della Difesa Ignazio La Russa, ricorda la strage di Piazza Fontana a Milano di cui oggi ricorre il 40esimo anniversario. »Io oggi mi inchino a tutte le vittime, anche a Pinelli e Calabresi«, conclude La Russa.