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Libano, Estero - 1 Marzo 2009

Soldati italiani in auto ad ospedale libanese - 2

Soldati italiani in auto ad ospedale libanese - 2

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foto di Presser

Il direttore della struttura sanitaria Mohammed Ali Hammadi plaude all'attività del capitano Riccio
Libano: i "Lancieri di Novara" (5°) sostengono l'ospedale di Tibnin
Il Reggimento di Codroipo ha distribuito aiuti umanitari donati dall'associazione "Regina Elena"


(Tibnin, Libano ? 28 febbraio 2009). "Grazie per l'aiuto che offrite all'ospedale di Tibnin, ma soprattutto alla popolazione libanese". Sono le parole, accompagnate da un'evidente emozione, rivolte quest'oggi dal direttore dell'ospedale di Tibnin, Mohammed Ali Hammadi, ai militari della cellula Cimic del Reggimento "Lancieri di Novara" (5°), durante la consegna di materiale sanitario donato dall'associazione internazionale "Regina Elena". "Siamo grati all'Esercito italiano per l'impegno concreto a favore del nostro ospedale ? ha commentato Ali Hammadi ? Un aiuto che ci permette di offrire una migliore assistenza ai nostri pazienti, i quali hanno anche la possibilità di usufruire di macchinari medici all'avanguardia grazie al sostegno degli italiani".
Dieci letti da ospedale, cinque comodini, cinque sollevatori di persone, 800 siringhe, 1.500 cerotti, 300 bende elastiche, e ancora abbassalingua monouso, calzari di pronto soccorso, raccoglitori di urine e cuffie chirurgiche, sono i materiali consegnati ai vertici ospedalieri di Tibnin, nel sud del Libano.
Un particolare ringraziamento, oltre alla delegazione italiana onlus "Regina Elena", è stato rivolto al capitano Antonio Riccio, Capo cellula Cimic dei "Lancieri", presente alla cerimonia di consegna assieme ai sottotenenti Michelangelo Saglimbene, della cellula Cimic del Sector West, Roberto Vitale, portavoce del contingente italiano in Libano, e del 1° maresciallo luogotenente Giuseppe Flebus, sottufficiale di corpo del Settore Multinazionale Ovest di Unifil.
L'area di competenza dei "Lancieri di Novara" (5°), guidati dal colonnello Roberto Gravili, si trova a sud del fiume Litani, dove giornalmente sono impegnati per far rispettare la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L'assistenza alle Forze armate libanesi e il monitoraggio della fine delle ostilità tra Israele e le milizie di Hezbollah, sono tra i principali compiti dell'unità della Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli" che, nel dicembre scorso, ha festeggiato 180 anni di storia.
Oltre alle attività operative, i lancieri sono molto apprezzati dalla popolazione locale per attività umanitarie. Il capitano Antonio Riccio è l'ufficiale preposto a tenere i rapporti con i responsabili delle varie municipalità al fine di coordinare la distribuzione di materiale sanitario, scolastico, di prima necessità in genere, ma anche interventi di ripristino dei servizi primari, come gli impianti di energia elettrica o la potabilizzazione dell'acqua. Attenzione è rivolta anche agli ambulatori medici presenti sul territorio, dove, periodicamente, i medici militari effettuano visite specialistiche, in particolare quelle pediatriche.
Il Contingente italiano, guidato dalla Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli", agli ordini del generale Flaviano Godio, è dislocato in Libano su diverse basi tra cui le principali, oltre a Tibnin, dove ha sede il quartier generale del Contingente italiano e del Settore Multinazionale Ovest di Unifil, nonchè il Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata di Cavalleria, sono Marakah, che ospita il comando del primo battaglione di manovra (Italbatt 1) su base Reggimento Lagunari "Serenissima", Al Mansouri, dove ha sede il comando del secondo battaglione di manovra (Italbatt 2) su base Reggimento "Lancieri di Novara" con un'aliquota del Reggimento "Piemonte Cavalleria", e Shama, in cui hanno sede il Gruppo Supporto e Aderenza basato sul 24° Reggimento di manovra di Merano e l' "Engineer Battalion" con il 3° Reggimento Genio Guastatori.

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