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Piedimonte Etneo (Catania, Sicilia) - 10 Ottobre 2017

Socializzazione, la pietra angolare del Progetto missino

Socializzazione, la pietra angolare del Progetto missino
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La Socializzazione non è se non la realizzazione italiana, romana, nostra, effettuabile del socialismo; dico nostra in quanto fa del lavoro il soggetto unico dell’economia, ma respinge la livellazione inesistente nella natura umana e impossibile nella storia>. (Mussolini – 14 ottobre 1944).

La citazione riportata sopra è la sintesi del concetto nostro dell’organizzazione della Società, quindi della Nazione italiana.

In genere si tenta di credere, anche nel nostro ambiente, purtroppo, che il MSFT sia un Movimento politico di Destra, che abbia a fondamento della sua azione politica la salvaguardia della Nazione, della famiglia, che sia un partito di estrazione cattolica e perciò conservatore.

Temi, questi, comuni a tutti i Partiti di Destra e quindi, per estensione, anche al MSFT.

Ciò è vero solo in parte. Intendiamo dire che il MSFT si differenzia dagli altri Partiti e Movimenti di Destra per avere oltre ai citati riferimenti, un progetto di organizzazione del lavoro e dell’economia assolutamente originale, unico; La Socializzazione.

Siamo, infatti, l’unico Movimento politico che si rifà alla dottrina economica e sociale elaborata durante il Fascismo, la Socializzazione appunto, che rese unico e innovativo avvenirista il concetto dell’organizzazione dello Stato.

Mussolini elaborò un concetto di socialismo realizzabile, che accantonasse l’idea del livellamento in basso delle categorie dei lavoratori e che li rendesse, invece, artefici principali del mondo della produzione, del lavoro, insomma.

La grande idea si fondava su un ragionamento semplice ma efficace.

Comprese, Mussolini, che fino a quando le tre componenti essenziali del processo produttivo fossero state in lotta tra loro, a essere danneggiata sarebbe stata la Nazione e quindi i lavoratori.

Contestando i concetti economici allora imperanti, quello capitalistico e quello comunista, ritenendoli a ragione le due facce della stessa medaglia, Mussolini capì che non nella contrapposizione ma nell’armonia, la Socializzazione, era la risposta.

Capì che, sia che il capitale fosse elemento predominante in una Nazione e perciò ne condizionasse le scelte operative e d’indirizzo, imponendosi alle scelte “politiche” dello Stato, per trarne vantaggio e guadagno (capitalismo), sia che fosse lo Stato ad avere il predominio sull’economia, per rafforzarsi come Sistema (comunismo), in tutte e due i casi a essere mortificato sarebbe stato il lavoratore, ridotto comunque a mero, succube, strumento di forza lavoro, senza alcuna possibilità di essere artefice e contribuente della crescita della Nazione e perciò della sua stessa condizione economica e sociale.

Comprese Mussolini che bisognava tracciare una nuova via, una Terza via, che mettendo insieme in modo armonico le tre componenti (Stato, Capitale, Lavoro) realizzasse e tutelasse, negli interessi superiori della Nazione, lo sviluppo economico e la dignità del lavoratore.

In concreto il disegno mussoliniano si sarebbe dovuto realizzare seguendo questi semplici passaggi:

Istituzione della Camera delle Corporazione, strumento indispensabile per dare peso al mondo del lavoro che avrebbe visto rappresentato in modo diretto, in un organismo istituzionale, le proprie istanze.

Stesura della Carta del Lavoro, che avrebbe regolato dalla sua entrata in vigore i rapporti tra Lavoratori, Stato, Imprenditoria.

A ciò si affiancò un’ininterrotta serie d’iniziative e Leggi tendenti sempre alla tutela dei lavoratori italiani.

Fu un percorso arduo e lungo e che approdò alla stesura del famoso Manifesto di Verona, con il quale, in piena Repubblica Sociale, si volle dare concretezza organica alle teorizzazioni programmatiche.

Fu in quel documento, infatti, che venne sancito formalmente che l’Italia era una Repubblica fondata sulla Democrazia Corporativa, che aveva nella Socializzazione lo strumento che ne avrebbe regolato il modello economico.

Il MSFT, erede politico e programmatico del MSI, ha nel primo articolo del suo Statuto la proposizione di questi concetti programmatici:

- Art. 1 II Movimento Sociale - Fiamma Tricolore è un’organizzazione politica, ispirata a una concezione spirituale della vita, che ha il fine di garantire la dignità e gli interessi del popolo italiano, nell’ininterrotta continuità storica delle sue tradizioni di civiltà e nella sua prospettiva di una più vasta missione occidentale, europea, mediterranea. Il MSFT si propone la realizzazione dello Stato Nazionale del Lavoro, per il raggiungimento - mediante l'alternativa corporativa - dei più vasti traguardi di giustizia sociale/e di elevazione umana, nel rispetto della libertà per tutti e nell'armonia dell'ordine con la libertà.-

Ed è in questo che risiede la sostanziale differenza tra noi e gli altri movimenti cosiddetti identitari.

Vogliamo dire che, rispetto agli altri, noi siamo “oltre”.

Lo dichiara Mario Settineri
della Segreteria Nazionale Movimento Sociale Fiamma Tricolore