L'energia sprigionata dal terremoto che questa mattina ha colpito il Giappone avrebbe spostato l'asse terrestre di quasi 10 centimetri. È il risultato preliminare di studi effettuati dall'Ingv, l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L'impatto di questo evento sull'asse di rotazione, spiega l'Ingv, è stato molto maggiore anche rispetto a quello del grande terremoto di Sumatra del 2004 e probabilmente secondo solo al terremoto del Cile del 1960.
Secondo quanto riferisce l'agenzia Kyodo, è stato segnalato un principio di incendio all'interno della stanza nella quale si trova una turbina nella centrale nucleare di Onagawa, vicino a Miyagi, città maggiormente colpita dal violento terremoto in Giappone. Dopo questo episodio, 4 centrali nucleari site sulla costa orientale di Honshu sono state chiuse, così riferisce l'Agenzia atomica dell'Onu che, inoltre, sembra che abbia preso contatti con il ministro giapponese dell'Economia. Secondo quanto invece riferisce l'Europa Press, il Giappone ha infine dichiarato una situazione di emergenza sull'energia nucleare. La motivazione è con tutta probabilità la possibilità, in seguito al sisma, di fughe radioattive da centrali nucleari o di avarie nel sistema di raffreddamento. Nel frattempo sembra che l'Aiea (International Atomic Energy Agency ) stia indagando sugli accadimenti e sull'eventualità che le installazioni nucleari possano essere a rischio per le conseguenze dello tsunami generato dal terremoto. Anche a Fukushima, sede di un'altra centrale nucleare è emergenza: le autorità hanno fatto evacuare circa 2mila residenti nei dintorni della centrale.
Una nave che stava trasportando un centinaio di passeggeri è stata travolta e spazzata via dallo tsunami. A riferirlo è la polizia di una delle città maggiormente colpite dal sisma e dal maremoto: Miyagi. Il Giappone è stato colpito da un terremoto di magnitudo 8.9 Richter che ha devastato intere città e provocato una serie di tsunami che hanno martoriato le coste del paese, spazzando via tutto ciò che hanno colpito. Il bilancio dei morti è in continuo aggiornamento, mentre per stabilire l'entità dei danni serviranno sicuramente molte settimane. Al momento tutto il Pacifico è in allerta, si attendono le onde anomale in Nuova Zelanda, nelle Filippine, nell' Indonesia, In Papua Nuova Guinea. In queste ore stanno evacuando le Hawaii e anche la costa occidentale degli Usa e del Sud America.
By: cronacaQui
Reporter: Alessandro.
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