E' stata prorogata sino al prossimo 30 dicembre la mostra "Turin - Earth. Città e nuove migrazioni" che intende raccontare i mutamenti avvenuti in città connessi alla costante crescita dell'immigrazione nel corso degli ultimi trent'anni. Al centro del discorso non è tanto l'immigrazione in sé, né il panorama urbano nel suo complesso, ma piuttosto il nesso vitale che unisce la città e le migrazioni.
Il titolo e l'allestimento si ispirano a Google Earth, strumento interattivo che permette al fruitore di avvicinare e allontanare il proprio punto di vista sul territorio. Il visitatore sarà condotto attraverso un percorso che dalla prima sala - che rappresenta la città nel suo insieme - si avvicina sempre di più al livello dello sguardo delle singole persone. Una sorta di passeggiata virtuale tra i quartieri, le vie e i caseggiati della città per esplorare i rapporti non sempre facili, ma ricchi di significato, tra i migranti e Torino, attraverso i nuovi punti di incontro (mercati, luoghi di culto, piazze) e la nascita di nuove attività lavorative, nuove identità sociali e culture meticce.
I materiali selezionati per l'esposizione comprendono interviste, dati statistici, video, fotografie e oggetti, raccolti secondo il principio della ricerca sul campo di tipo etnografico. Ampio spazio è riservato alla ricostruzione delle storie di vita degli immigrati e alla presentazione del loro punto di vista sul panorama urbano.
Nella costruzione dell'Italia e degli Italiani, che dura da 150 anni, Torino ha giocato un ruolo importante e lo gioca ancora oggi nel quadro di un mondo globalizzato. Turìn, come dicono i piemontesi, dialoga con Earth, il mondo.Visite presso il Museo Diffuso della Resistenza, Deportazione, Guerra, Diritti e della Libertà, Corso Valdocco 4/A Torino. Foto inaugurazione di Cosmina Lefanto
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