Santa Elisabetta (Agrigento) - 1 Febbraio 2011
Santa Elisabetta (Agrigento) - 1 Febbraio 2011
L'obiettivo predestinato dell' agguato avvenuto domenica sera fra Sant'Angelo Muxaro e Santa Elisabetta, era Vincenzo Marotta, il manovale edile di 31 anni, zio del bimbo di cinque anni rimasto gravemente ferito. Ne sono convinti gli investigatori della squadra mobile di Agrigento che stanno scavando sulla sua vita personale, sul suo passato e fra le sue conoscenze. Le modalità dell'imboscata lascerebbero pensare agli inquirenti che si sia trattato di un regolamento di conti.
"Difficile - dicono - stabilire, però, con certezza il movente del tentativo di omicidio con due colpi di fucile caricati a pallettoni".
Nella sparatoria, oltre al bambino, sono rimasti lievemente feriti lo stesso Marotta e il fratello di 17 anni. Da questa mattina sono al lavoro anche gli esperti della balistica che stanno cercando di accertare il calibro del fucile utilizzato per crivellare di colpi il fuoristrada Suzuki, guidato dal manovale. Ad aiutare gli esperti anche la scoperta, a poche decine di metri dal luogo dell'agguato, di un frammento di cartone riconducibile ad una cartuccia. L'analisi incrociata del frammento di cartone e dei fori potrebbe consentire di acquisire la certezza sul tipo di fucile usato.
A partire da domani, inoltre, la polizia tornerà ad ascoltare non soltanto i testimoni ma anche tutti i familiari che avevano partecipato alla scampagnata, nella masseria di contrada Mizaro. I partecipanti al pranzo domenicale sono già stati interrogati domenica notte, ma molti erano ancora in stato di choc. Al setaccio, in queste ore, viene passata la vita privata di tutti i componenti del gruppo familiare che erano nella masseria. Intanto sono leggermente
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