Milano, Lombardia - 15 Marzo 2010

Sgombero al palazzo dell'amianto di via Feltrinelli

Sgombero al palazzo dell'amianto di via Feltrinelli

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foto di blogMI

Milano - Mattinata ad alta tensione nel palazzo popolare di via Feltrinelli 16, nella zona a sud di Milano, finito più volte al centro della cronaca per l'abbondante presenza di amianto nelle strutture. Un edificio in condizioni estremamente precarie in cui regna il degrado totale e in cui vivono diverse famiglie abusive. Attorno alle 8 del mattino, sono arrivate alcune camionette delle forze dell'ordine che hanno dato il via allo sgombero di due famiglie. Sono state murate le entrate delle abitazioni. Ma le forze di polizia hanno incontrato la durissima resistenza degli altri inquilini, anche loro in grande parte abusivi. Tensioni e tafferugli. Per tentare di far desistere i poliziotti dall'intervento, i residenti hanno appiccato due incendi.

AMIANTO SUI POLIZIOTTI - Gli abusivi hanno detto di aver lanciato della polvere d'amianto tritata sul momento, dalle finestre, contro le forze dell'ordine che però hanno eseguito comunque l'allontanamento delle due famiglie. Una donna è stata portata via in ambulanza, pare per problemi respiratori. Il presidio dei cittadini che abitano nel palazzo prosegue, mentre polizia e carabinieri cominciano a rientrare in caserma. Non risulta, al momento, che durante le operazioni di sgombero o di protesta ci siano stati tafferugli.

LA PROTESTA - «Il Comune ha spostato i cittadini con un contratto regolare mentre a noi ci ha lasciato a vivere nell'amianto». È la protesta di uno degli abitanti del palazzo di via Feltrinelli, nella periferia nord-est di Milano, dove stamani si sono verificate tensioni con le forze dell'ordine durante lo sgombero di due famiglie abusive. «Il Comune ha proposto di trasferirci in case chiuse da anni - aggiunge il cittadino - stamberghe che necessitano di profondi interventi di manutenzione, ma noi non abbiamo soldi e allora rimaniamo qui tra l'amianto. Ora pare che ci propongano una casa-famiglia, la solita soluzione per dire alla stampa che il problema è risolto». Nel cortile del palazzo, dove i residenti stamani hanno accumulato masserizie per impedire invano lo sgombero delle due famiglie, rimane alta la rabbia della gente che da tempo si è anche organizzata in un 'comitato di inquilinì.

LA "WHITE HOUSE" - Ad assistere le famiglie sfrattate dalle 'White Housè, come è stato ribattezzato il palazzo di edilizia popolare di via Feltrinelli 16 a Milano per la massiccia presenza di amianto, sono arrivati stamani i rappresentanti del sindacato degli inquilini Sicet, che hanno duramente contestato la decisione del Comune di assecondare lo sfratto forzoso degli occupanti abusivi. «Dopo aver lasciato per anni centinaia di persone a vivere nell'amianto - ha denunciato Domenico De Luca (Sicet) - il Comune aveva promesso che nessuno sarebbe finito per strada. E invece oggi senza alcun preavviso hanno sgomberando due appartamenti. Ogni tentativo di individuare con il Comune una soluzione per le famiglie bisognose è stato inutile». L

a maggior parte delle persone che fino all'anno scorso vivevano nei 152 appartamenti di via Feltrinelli sono state trasferite, grazie a programmi di mobilità abitativa decisi dal Comune per avviare la bonifica dall'eternit (tra cui anche una trentina di famiglie abusive con figli piccoli o disabili a carico). Attualmente abitano ancora nelle White House una decine di nuclei che non hanno accettato le soluzioni proposte dall'amministrazione e 7 famiglie (tra cui le due sgomberate stamani) che occupano gli alloggi senza un regolare contratto. Contro il Comune di Milano gli inquilini di via Feltrinelli hanno intentato una causa di risarcimento, visto che in 25 anni 43 residenti si sono ammalati di tumori e 11 casi sono documentalmente riconducibili all'esposizione all'amianto.


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