Stai usando una versione obsoleta di Explorer. Aggiorna alla versione 10
Fallo subito! Solo così potrai caricare i video su YouReporter e vederli alla miglior qualità possibile. Oppure usa Firefox o Safari.
Ischia (Napoli, Campania) - 1 Settembre 2009

Savio: In Italia Cattolicesimo E' Religione Di Stato

Savio: In Italia Cattolicesimo E' Religione Di Stato
Condividi su FACEBOOK- Condividi su TWITTER-
Sul Quotidiano "Il Golfo" puvbblicato il documento di Domenico Savio sulla sentenza del Tribunale regionale amministrativo del Lazio che respinge il credito formativo scolastico per l'insegnamento dell'ora di religione cattolica nelle scuole pubbliche.
Di seguito pubblichiamo il testo del documento:
IN ITALIA NEI FATTI IL CATTOLICESIMO E' UNA RELIGIONE DI STATO! CI MANCA SOLO IL TRAGICO RITORNO DEL PAPA-RE! ANZI NO, ABBIAMO GIA' I RE-PAPA SILVIO E DARIO!

Dopo la forte ventata laicista di libertà e indipendenza dello Stato italiano legata alla lotta per l'Unità d'Italia e Roma Capitale, il nostro caro paese dal 11 febbraio 1929, con la santa alleanza prima tra il fascismo e la chiesa cattolica e poi tra quest'ultima e la democrazia cristiana, centrosinistra e centrodestra, è ritornato ad essere sciaguratamente confessionale, cioè che nella realtà professa e riconosce la religione cattolica come religione di Stato e che è diventato nuovamente suddito dello Stato del Vaticano!

di Domenico Savio,

Dal primo concordato del 11 febbraio 1929 tra fascismo e cattolicesimo e tra lo Stato italiano e quello Vaticano l'Italia ha cessato di essere veramente laica e indipendente culturalmente, politicamente, socialmente e come nazione, con quella data muore anche, purtroppo, l'impronta laica lasciata al nostro paese dalla cultura risorgimentale e dall'orgoglio nazionale scaturiti dalla lotta per l'Unità d'Italia e Roma Capitale. Lo stesso primo comma dell'articolo 7 della Costituzione Repubblicana e Antifascista, che recita "Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani", è stato tradito e infangato dai governi democristiani, di centrosinistra e centrodestra e dalla maggioranza del parlamento. Le ragioni di Stato sono state vergognosamente sacrificate alle ragioni di fede personale, di calcoli di potere e di ignobili strategie elettorali. Capi di Stato, di governo e di partito, accompagnati dalle rispettive famiglie, per opportunismo, carrierismo politico e visibilità hanno varcato il Tevere per andarsi a genuflettere davanti al Papa, baciargli la mano, o l'anello pontificio, e ascoltare le sue rivendicazioni verso lo Stato italiano, rivendicazioni di aiuti economici, di privilegi e di condizionamento delle scelte sociali e legislative che poi hanno trovato ascolto e accoglimento nelle decisioni governative e parlamentari.
E' ancora la nostra Costituzione Repubblica e Antifascista che al primo comma dell'art. 8 afferma che "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge", ma nella realtà non è così, perché la Chiesa cattolica beneficia di privilegi enormi e assoluti che le altre confessioni non hanno. Tali privilegi della Santa Sede, essenzialmente previsti dai Concordati del 1929 e 1984, consistono in varie attività che la Chiesa di Roma esercita sul territorio italiano, come aiuti per la costruzione di nuove chiese e la loro funzione liturgica, l'8 per mille del gettito Irpef dello Stato, agevolazioni fiscali sulle attività commerciali degli istituti religiosi, la contrazione di matrimoni religiosi, l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole, con circa 15.000 insegnanti di religione nominati dalla Santa Sede, cioè senza concorso, e pagati dallo Stato, ovvero dal popolo italiano ? in proposito noi riteniamo che le religioni, in quanto fenomeno sociale e storico, debbano rientrare nelle materie di storia e archeologia -, contributi alle scuole cattoliche, mentre a quelle pubbliche vengono continuamente tagliati gli stanziamenti annui e diminuiti gli organici, la disponibilità sempre più massiccia della Radiotelevisione pubblica italiana, cioè pagata col canone degli italiani, verso l'attività del Papa e della Santa Sede in Italia e all'estero, servizi di sicurezza, mezzi di trasporto, eccetera.
E non parliamo della sudditanza del governo e del parlamento borghesi e clericali in materia di legislazione che corrisponda alle richieste del Vaticano sui temi della ricerca scientifica bioetica, del controllo delle nascite, dell'aborto, del divorzio e così via. Sono tutte attività che permettono alla Chiesa cattolica di esercitare un'influenza religiosa, culturale e sociale sul popolo italiano da cui le deriva quel consenso popolare indispensabile alla sua sopravvivenza come istituzione religiosa e come Stato secolare. Concessioni non consentite allo stesso modo alle altre religioni operanti in Italia. Tanto è vero che recentemente 24 soggetti religiosi non cattolici, tra cui le Chiese Evangelica, Luterana, Valdese e Unione delle comunità ebraiche, che si ritengono discriminati nell'attribuzione di un punteggio scolastico alla frequenza dell'ora di religione da parte dei docenti della religione cattolica, sono ricorsi al Tribunale regionale amministrativo del Lazio per chiedere di annullare l'attribuzione dei crediti formativi legati alla frequenza dell'ora di religione cattolica per gli esami di maturità e di non ammettere i docenti di religione cattolica a partecipare a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l'attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento. Il Tar del Lazio affermando un principio di pluralismo, considerato che in Italia l'insegnamento dell'ora di religione cattolica è facoltativo ? e non potrebbe essere diversamente visto il già richiamato art. 8 della Costituzione Repubblicana e Antifascista ? e che tale credito formativo "nelle scuole pubbliche dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione", ha dato pienamente ragione ai ricorrenti.
La sentenza del Tar del Lazio ha scatenato una furibonda opposizione da parte del Vaticano - privilegiato nell'attività della scuola pubblica - del governo, della maggioranza e di una parte consistente dell'opposizione parlamentare, tutti gridano allo scandalo e alla lesa maestà dei privilegi della Santa Sede e del Papa che esercitano in Italia, tutti aggrediscono una sentenza pronunciata da un Tribunale amministrativo della Repubblica - in tutto questo si vede anche quanto rispetto coloro abbiano per le istituzioni e per l'autonomia della Magistratura - a tal punto che qualcuno ha già chiesto al ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini di impugnare la sentenza, naturalmente per conto del governo e di tutti i consenzienti della maggioranza e dell'opposizione parlamentare, davanti al Consiglio di Stato. Quanto danno, in termini di libertà, di uguaglianza, di democrazia e di civiltà, questi democristiani vecchi e nuovi della maggioranza e dell'opposizione hanno in circa 65 anni arrecato alla storia e alla civiltà del nostro paese! Vergogna!
L'Italia attraversa uno dei periodi più bui della sua storia, in termini di effettiva libertà religiosa, ovviamente solo per chi ci crede, sta ripiombando nell'oscurità del Medioevo e nella realtà sta ritornando al Papa-Re, dove c'è una religione di Stato e un dominio impressionante della religione cattolica e dello Stato del Vaticano sullo Stato italiano e sulle altre religioni, mentre ciò in uno Stato costituzionalmente laico, come dovrebbe essere quello italiano, non può essere tollerato né giustificato dal fatto che la maggioranza della popolazione sembra essere cattolica oppure che la parte prevalente degli studenti nella scuola dell'obbligo chieda l'ora di religione cattolica.
Siamo in presenza di una vera deriva sociale, dipendente dall'influenza della Chiesa cattolica sulle scelte del governo e del parlamento; dall'autoritarismo di Stato; dall'omologazione della maggioranza e dell'opposizione parlamentare alle politiche economiche liberiste, capitalistiche e imperialistiche e alle scelte di guerra aggressive e repressive verso altri popoli in nome di una pretestuosa lotta al terrorismo e di un falso impegno per la pace per coprire le azioni assassine di guerra; dalla sgretolazione dell'Italia mediante il cosiddetto federalismo; da scelte politiche e legislative che contrappongono e dividono sempre di più il Nord dal Sud del paese; dalla rinascita della violenza fascista e senofoba; dal rifiuto e dalla persecuzione del diverso attraverso un razzismo imperante e sempre più violento; dai mezzi di formazione e di informazione stampa-radio-televisiva pubblica e privata dominati dai partiti e dai poteri forti; dall'utilizzo - da parte dei maggiori partiti che dominano e condizionano le scelte del parlamento - in proprio e programmato dell'elettorato, attraverso leggi elettorali di stampo fascista, dittatoriali, discriminatorie e antidemocratiche di parte ed esclusive con l'uso dello sbarramento elettorale, del premio di maggioranza, la monopolizzazione della radiotelevisione pubblica per la propaganda elettorale e altro; da una diseducazione sociale di regime impressionante da parte del potere economico, politico e sociale dominante per meglio controllare e asservire al proprio volere le masse popolari; da una violenza sociale generata e alimentata in vario modo dallo stesso sistema dominante; da una disoccupazione e miseria dilagante e generalizzata.
Chi ha combattuto il fascismo e il nazismo e tutti quelli che hanno vissuto attivamente la Resistenza, la Guerra di Liberazione, la proclamazione della Repubblica e la promulgazione della Costituzione Repubblicana Antifascista mai avrebbero potuto immaginare di ritrovarsi nella situazione di oggi. Purtroppo quando le forze del progresso arretrano, quelle reazionarie avanzano e cancellano ogni conquista di progresso sociale passata. Tocca nuovamente all'avanguardia della classe operaia, all'intera classe lavoratrice operaia e intellettiva e a quanti onestamente, sinceramente e democraticamente professano una religione qualsiasi mobilitarsi, militare nel loro partito di classe e rivoluzionario ? facendo crescere presto il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, l'unico partito autenticamente comunista attualmente esistente in Italia -, dare il proprio prezioso contributo per fermare quella deriva sociale pericolosa di cui abbiamo parlato sopra e per incamminare nuovamente l'Italia sulla strada di una libertà e di una democrazia vera, di un progresso sociale uguale per tutti e di una degna vita individuale, familiare e sociale che meriti veramente di essere vissuta, o meglio sulla strada dell'era superiore del socialismo prima e del comunismo dopo.
Forio (Napoli), 14 agosto 2009.

* Segretario generale del P.C.I.M-L.
domenicosavio@pciml.org