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Ischia (Napoli, Campania) - 17 Gennaio 2010

Savio: Berlusconi Compra Reggia, A Ischia Case Abbattute

Savio: Berlusconi Compra Reggia, A Ischia Case Abbattute
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TUTTI IN PIAZZA CONTRO I PRIVILEGI
DELLA CASTA AL POTERE: BASTA FAVORI,
DISCRIMINAZIONI E DIFFERENZE DI CLASSE!

di Domenico Savio

Leggendo le prime pagine de Il Golfo di ieri mattina è sembrato leggere Domenico con la penna di Gaetano Di Meglio e questo gli fa altamente onore. Non mancheranno le pressioni e le minacce, ma noi ci schieriamo al suo fianco, così come fecemmo con Domenico quando gli chiusero la Redazione, perché la difesa dei più deboli socialmente è il primo dovere delle persone oneste dalla coscienza pulita e oggi schierarsi senza timore alcuno a difesa di Luigi, Raffaella e la piccola Anna, come ha fatto Gaetano, è la prima e disinteressata cosa che le persone moralmente integre di quest'Isola e di quest'Italia possono e devono fare.
Ieri, domenica, mentre i primi tre martiri di Casamicciola piangevano per l'imminente, feroce e disumano abbattimento della loro umile casetta di circa 50 mq., a Venezia, sul Canal Grande, l'uomo più ricco d'Italia, il capo del governo Silvio Berlusconi, accompagnato dal suo avvocato e deputato Niccolò Ghedini, visitava Palazzo Pisani Moretta per acquistare un'altra lussuosa reggia. Questa è l'Italia capitalistica dei ricchi e dei poveri, degli sfruttatori e degli sfruttati, dei privilegiati e dei perseguitati.
Nel nostro paese persino la democrazia borghese è una parola vuota, senza valore sociale, utilizzata dai potenti, dai disonesti e dai furbi solo per ingannare, imbrogliare e reprimere la classe sociale dei lavoratori e degli sfruttati senza potere e priva di diritti, a cui è lasciata unicamente la possibilità di delegare agli approfittatori, col voto, le sorti disgraziate della sua esistenza. In Italia, come in tutti i paesi capitalistici, un lavoratore occupato, e in tempi di crisi è una vera fortuna avere un lavoro, ogni mese guadagna circa la 15^ parte di un deputato o senatore e una vera miseria rispetto a un esercito di funzionari dello Stato che dall'alto dei loro privilegi di vita e di potere si riempiono la bocca di legalità e di uno Stato che esiste solo per reprimere i bisogni e i diritti delle masse lavoratrici e popolari.
Due sono le caste sociali principali di questo Stato disuguale e discriminatorio: i padroni sfruttatori e gli esercenti il loro sporco e disumano potere politico e istituzionale. Al governo dei comuni, delle province, delle regioni e dello stato e nelle funzioni istituzionali abbiamo una casta di potere che governa per sé, per assegnare privilegi e potere ai suoi partiti o movimenti politici, per favorire familiari, amici, galoppini elettorali e colleghi istituzionali, che pratica il favoritismo, il clientelismo politico ed elettorale, il nepotismo e la vendetta per chi non si adegua e si oppone alle prepotenze del monarca di turno. La corruzione domina assoluta gran parte della vita pubblica italiana.
Coloro che non fanno parte del partito o della coalizione di partiti che hanno vinto le elezioni o della schiera di galoppini e di elettori che hanno sostenuto i vincitori non possono sperare di concorrere a occupare un posto nella pubblica amministrazione o nelle società miste tra pubblico e privato, sia come dirigente che come semplice lavoratore, non possono ambire a ottenere una consulenza pubblica né a beneficiare di contributi pubblici per varie attività sociali. Gli annunci o i concorsi rimangono nascosti negli albi pretori degli enti promotori, perché nulla deve uscire dalla cerchia dei vincitori.
Stessi privilegi e stesse discriminazioni nella gestione pubblica dell'edilizia privata. Chi ha subito i sigilli e chi no, chi ha beneficiato della sanatorie e chi corre il rischio dell'abbattimento, chi ha potuto condonare e chi dev'essere demolito, i boiardi di Stato che per conoscenze e influenze sono sfuggiti ai sigilli, e dunque all'abbattimento, e chi deve subito impotente la cosiddetta "legalità" dello Stato, i potenti speculatori che la fanno franca e i poveri cristi che vengono abbattuti senza pietà né giustizia nel loro bisogno di vita essenziale, quale è la prima e unica casa di abitazione, così come sta tragicamente avvenendo per i tre condannati alla disperazione e dannazione a vita di Casamicciola.
La manifestazione di oggi serva pure per elevare un grido di ribellione e di opposizione a tanta sciagurata ingiustizia sociale, per prospettare a noi e alle future generazione una speranza di radicale cambiamento dell'infame società di oggi e per dare una speranza di dignitosa sopravvivenza a quella povera famiglia di lavoratori, contro cui lo Stato dei potenti sta muovendo, con le ruspe e imponenti forze dell'ordine, la sua potenza repressiva della falsa legalità e giustizia. Basta con lo Stato dei potenti, basta con la prepotenza del potere dei forti contro i deboli socialmente e basta col potere politico e istituzionale che reprime gli sfruttati ed esalta gli sfruttatori e i profittatori. E' un motivo in più per partecipare alla grande e orgogliosa manifestazione di oggi.
Forio (Napoli), 18 gennaio 2010.

* Segretario generale del P.C.I.M-L.
domenicosavio@pciml.org