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Roma (Lazio) - 16 Febbraio 2010

Roma, Bertolaso: Continuo A Fare Il Mio Dovere

Roma, Bertolaso: Continuo A Fare Il Mio Dovere
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ROMA - «Guido Bertolaso per il momento è dimissionario, ma visto che il governo gli ha respinto le dimissioni, continua a fare il suo mestiere e il suo dovere. Dopodiché domani vedremo». Il capo della Protezione civile parla alla commissione Ambiente della Camera per presentare le modifiche decise dal governo sul contestato decreto che avrebbe trasformato la Protezione civile in società per azioni. E coglie l'occasione per annunciare che intende accogliere l'invito di Berlusconi a non dimettersi, nonostante la bufera dell'inchiesta sugli appalti che lo ha travolto.


BOSSI: «E' BRAVO, NON SI DEVE DIMETTERE» - Sull'argomento dimissione è poi intervenuto anche Bossi, parlando con i giornalisti a Montecitorio. Secondo il leader della Lega Bertolaso «non si deve dimettere, perché è bravo, va bene. Il problema era la privatizzazione della Protezione civile».

«VORREI CHIARIRE» - Durante l'audizione Bertolaso ha parlato anche della sua vicenda personale, spiegando che vorrebbe farsi interrogare subito e chiarire la sua posizione. Sono sereno - avrebbe spiegato il numero uno della Protezione civile secondo quanto viene riferito da chi era presente -, ho spiegato al presidente del Consiglio di essere pronto a rimettere il mio mandato ma mi hanno detto di continuare a lavorare. Il sottosegretario alle emergenze, riferiscono le stesse fonti, avrebbe spiegato che il ruolo di guida della Protezione civile è molto delicato e non può rimanere vacante. Al termine dell'audizione, Bertolaso (che martedì sera è ospite del programma Ballarò) ha parlato con i giornalisti dello stralcio dell'articolo 16 dal decreto (quello che prevedeva la Spa): «L'importante è che non sia stata cancellata completamente la Protezione civile». Ma ha ribadito che la Spa sarebbe stata semplicemente una struttura di supporto: «Non c'era alcuna trasformazione, come qualcuno continua a scrivere. Doveva solamente essere una struttura di servizio per rendere la Protezione civile, quella vera, più agile, più funzionale e più concentrata sulle vere attività di propria competenza». E a chi gli chiede se la cancellazione della Spa sia una sua sconfitta, risponde: «No, assolutamente».

LAVORI SOSPESI - Bertolaso ha dunque spiegato in commissione che l'articolo 16 del decreto legge è stato «espunto» dal governo. L'opposizione però non è soddisfatta e ha chiesto di sospendere i lavori, in attesa di vedere l'emendamento con le modifiche. «Bertolaso ha detto che la norma Protezione civile sarà tolta ma che rimangono due commi, ad esempio quello collegato all'utilizzo della flotta aerea - spiegano Ermete Realacci e Roberto Zaccaria -. Inoltre non è chiaro se ci sarà un emendamento del relatore o del governo. Quindi abbiamo chiesto di sospendere la seduta perché vogliamo vedere le carte». Per Dario Franceschini, presidente dei deputati Pd, «lo stralcio della spa è una vittoria dell'opposizione, ma non è sufficiente. Nel decreto permangono problemi di costituzionalità e di merito. Ho sentito gli altri gruppi dell'opposizione e siamo pronti a ridurre drasticamente il numero degli emendamenti, purché vengano portati al confronto e al voto in aula. Di fronte a questa proposta il maxiemendamento e la fiducia sarebbero semplicemente uno strumento per tenere insieme una maggioranza a pezzi». Il segretario Pier Luigi Bersani plaude invece alla decisione del governo: «Non possiamo allestire per la Protezione civile una soluzione di una società che è un colpo allo Stato e un colpo al mercato, insomma un pasticcio. Se il governo ritira quella norma fa solo il suo dovere e per noi questo è molto importante».

FINOCCHIARO: SI DIMETTA - Da più parti arriva la richiesta di dimissioni di Bertolaso. Da Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd: «Ho molto apprezzato che Guido Bertolaso si fosse dimesso e se davvero vuole difendere ciò che la Protezione civile ha fatto per questo Paese, penso che la cosa migliore sarebbe quella di dimettersi». Per Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, «lo scandalo dell'inchiesta sulla Protezione civile è solo la punta di un iceberg. I responsabili politici di questa gravissima vicenda, Bertolaso compreso, devono dimettersi immediatamente». Leoluca Orlando, portavoce dell'Italia dei Valori, sottolinea che «la permanenza in carica del sottosegretario Bertolaso costituisce un oggettivo impedimento al regolare svolgimento delle funzioni di pubblica utilità della Protezione civile». Inoltre, per Orlando il decreto legge «risponde a un disegno eversivo di legalizzazione di anomalie e illegalità. Tale disegno eversivo rimane integro nonostante l'annunciato ritiro dell'articolo 16. Permane inaccettabile la natura della Protezione civile come agenzia di appalti di ogni genere che nulla hanno a che veder con le vere emergenze. Permane - conclude - lo scandaloso lodo di impunità per tutte le strutture commissariali anche periferiche, previsto dall'art. 3 che stabilisce il divieto di nuove azioni giudiziarie e la sospensione delle azioni giudiziarie in corso fino al 2011».

«COINVOLTO CENTROSINISTRA» - Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv, va oltre e ipotizza un coinvolgimento del centrosinistra e ramificazioni vicine al Vaticano. «Il sistema di corruzione della Protezione civile non riguarda solo il centrodestra, è trasversale e coinvolge anche il centrosinistra - ha detto al programma di Klaus Davi KlausCondicio in onda su YouTube -. Si fa un errore a ricondurlo esclusivamente a Berlusconi che negli ultimi mesi ha dovuto chiudere il cerchio sostanzialmente volendo ridurre la Protezione civile a una società per azioni e, addirittura, garantendo l'immunità per i vertici». «In questa destinazione di opere, lavori, progetti, appalti, per miliardi di euro, ruotano una serie di professionisti, imprenditori giri di un certo ceto economico e finanziario che conta, che sono assolutamente bipartisan - prosegue l'esponente dell'Idv -. Diversi nomi che stanno negli atti del procedimento della procura di Firenze sono gli stessi nomi che si trovavano nelle inchieste "Why Not" e "Poseidone" che io stavo conducendo». E sull'ipotetico ruolo di enti vicini al Vaticano: «Devo inoltre dire che purtroppo in questo sistema che ho descritto sinteticamente si sono trovate coinvolte anche articolazioni molto vicine al Vaticano, soprattutto dal punto di vista delle strutture economico-finanziarie e penso, in particolare, alla Compagnia delle Opere».

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