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Bari (Puglia) - 31 Maggio 2010

Prostituzione Bari

Prostituzione Bari
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Nella serata di ieri alle ore 22.55, un equipaggio delle Volanti veniva inviato in Via Generale Bellomo, presso l'area di servizio ERG, per una rapina ai danni di due prostitute.
Immediatamente sul posto, gli Agenti individuavano le richiedenti, due donne rumene di 20 e 22 anni, le quali riferivano che, poco prima, mentre si trovavano all'altezza dell'incrocio tra via Generale Bellomo e via Massimi Losacco, erano state avvicinate da due zingari (noti alle stesse) che viaggiavano a bordo di una Renault Scenic di colore grigio. Questi dapprima passavano davanti alle due donne poi, percorsi alcuni metri, bloccavano l'auto al centro della stretta stradella Massimi Losacco in modo da impedire attivamente ogni possibilità di fuga. Subito dopo sopraggiungeva un'altra autovettura Opel Astra di colore scuro con targa bulgara con quattro donne nomadi a bordo, due delle quali conosciute anche per nome, e precisamente Teresa e Luana, quest'ultima di nazionalità italiana convivente con uno zingaro; queste si fermavano all'imboccatura della strada in modo da bloccare l'altra via di fuga e tenere le due prostitute bloccate tra la loro auto e quella dei complici. Quindi, scendevano dal mezzo e accerchiavano la giovane di 22 anni. Quest'ultima veniva minacciata dall'italiana INGRAVALLO Antonietta, soprannominata Luana, di anni trenta, che la costringeva a consegnarle il denaro guadagnato nella serata.
Al rifiuto della ragazza corrispondeva una reazione ancora più violenta della INGRAVALLO che l'afferrava e le strappava gli orecchini, i bracciali in argento e la borsetta all'interno della quale custodiva la somma di 50 euro ed un cellulare.
Nel contempo, la giovane di 20 anni interveniva nel tentativo di difendere l'amica ma in tutta risposta riceveva violenti pugni nello stomaco da parte dell'altra zingara, FATU Corneluta Terezia, detta Teresa, anche questa di origine rumena e di anni trenta, la quale le strappava la borsetta a tracolla nella quale era riposta la carta d'identità romena ed il cellulare. Nel frattempo i due complici restavano fermi a centro strada per impedire ogni eventuale accenno di fuga da parte delle vittime.
Il successivo passaggio sulla via Bellomo di un'ambulanza con i segnali luminosi e sonori in funzione, induceva i sei aggressori a pensare che si potesse trattare di una macchina delle forze dell'ordine e quindi a desistere dal proseguire nel progetto criminoso; pertanto i predetti salivano nuovamente in auto e si allontanavano repentinamente dal posto.
Le due malcapitate raggiungevano l'area di servizio ERG nel tentativo di chiedere aiuto, quando sopraggiungeva una persona, che riconoscevano quale cliente occasionale che, avendo assistito ai fatti, offriva il suo cellulare alle vittime per poter chiamare la Polizia, riferendo che sarebbe ripassato a riprenderlo.
Le vittime dichiaravano agli Agenti di poter riconoscere gli autori della rapina, indicando anche il luogo ove probabilmente erano accampati, precisamente in un rudere posto alle spalle dell'autolavaggio ubicato tra viale Tatarella e via Sangiorgi.
Per una immediata individuazione degli autori della rapina, si raggiungeva quell'accampamento unitamente alle stesse che, nell'occasione riconoscevano alcuni soggetti presenti nel campo, in particolare due uomini e due donne. La rumena di 20 anni dimostrava fattivamente di conoscere alcuni di questi soggetti con i propri nomi. Gli agenti, su indicazione delle vittime, fermavano un complice che occupava la Renault Scenic, LACATUS Romolus, rumeno di anni quaranta, e un altro, anche questo della stessa origine, LACATUS Ioan, di anni venticinque.
Sul posto venivano ritrovati anche i veicoli utilizzati dagli autori della rapina, che presentavano i propulsori ancora caldi e precisamente la Renault Scenic di colore grigio intestata al LACATUS Ioan e la Opel Astra con targa bulgara. Detti veicoli venivano quindi sottoposti a sequestro.
Nel corso di tale attività, i numerosi nomadi presenti iniziavano a dare segni di nervosismo chiedendo agli Agenti operanti spiegazioni in merito al controllo, incolpando altri connazionali quali autori di reati in materia di armi e sfruttamento della prostituzione. Improvvisamente alcuni nomadi si inoltravano tra le sterpaglie secche e buie dalle quali subito dopo provenivano delle grida di dolore e gli stessi soggetti tornavano fuori con delle ferite al volto e alla schiena riconducibili all'uso di armi da taglio.
Il tutto lasciava presumere che fossero presenti degli appartenenti ad un'altra fazione, ma la folta vegetazione e la scarsa illuminazione non permettevano d'accertarlo.
Si veniva, pertanto, a realizzare una situazione contingente di estremo pericolo anche per gli Agenti, di fatti durante tali fasi un Ispettore veniva ferito ad una mano.
Nel frattempo sopraggiungevano altri equipaggi delle Volanti e ambulanze per soccorrere i feriti. Di fatti, un minore rumeno di 17 anni veniva ricoverato per una lesione al capo presso l'ospedale Di Venere in Carbonara, mentre il LACATUS Romolus Stelian veniva trasportato presso l'ospedale Policlinico dove veniva curato e dimesso con una prognosi di giorni otto s.c. per "ferite da taglio regione occipitale e zigomatica sinistra".
Le persone indicate dalle due giovani vittime venivano condotte negli Uffici della Questura di Bari dove dopo gli accertamenti di rito venivano dichiarati in stato d'arresto per il reato di rapina aggravata in concorso.