associazione culturale informale
UNIVERSITA' DELLE GENERAZIONI
presso il fondatore-responsabile
dr. Domenico Lanciano, pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Molise
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Comunicato-Stampa di venerdì 02 settembre 2011 mattina
Tempi di "responsabilità collettiva" ? L'Università delle Generazioni propone il
PRO ITALIA DAY ? ORO ALLA PATRIA
L'Italia del 1935 e del 2011 ...quanto poco civismo e patriottismo oggi!
I tempi attuali necessitano di particolare "responsabilità collettiva". Così, l'Università delle Generazioni di Agnone del Molise propone al governo italiano di fare, in questa grave crisi finanziaria che attanaglia l'Italia e che sembra senza sbocco condiviso, come fece il governo Mussolini nel 1935, lanciando l'appello "Oro alla patria" per superare il pesante embargo imposto dalla Società delle Nazioni a causa dell'occupazione italiana dell'Etiopia. Allora, come si può leggere nei libri di storia (ma più facilmente su internet) e come più volte ci hanno raccontato le nostre mamme, nonne e bisnonne, Mussolini chiese agli italiani e, in particolare, alle spose di dare, appunto, oro alla patria. E gli italiani risposero alla grande, con un vero plebiscito e con suggestive adunate, alla richiesta del Duce, specialmente nella giornata del 18 dicembre 1935. Le donne (dalla regina Elena alla più umile sposa di lontane periferie) diedero la propria fede nuziale, marcando un simbolo memorabile, ma quasi tutti offrirono alla patria altri anelli, collane, braccialetti, coccarde e persino lingotti d'oro zecchino, come lo stesso re Vittorio Emanuele e il vate Gabriele D'Annunzio. Esempi eccellenti furono pure lo scienziato Guglielmo Marconi che diede la medaglia di senatore, il drammaturgo Luigi Pirandello che consegnò la medaglia del Premio Nobel, mentre il principe Umberto si privò del collare dell'Annunziata. Ci fu una vera e propria gara di solidarietà nazionale. Tutta l'Italia si strinse attorno al Duce per superare un grave momento di difficoltà, di accerchiamento internazionale, quasi come lo è oggi. Ma, oggi?
Oggi, le cronache ci raccontano di un fuggi fuggi quasi generale dalla proprie responsabilità, specialmente da parte di categorie economiche e sociali di forte impatto e simbolo, come ad esempio i calciatori, gente privilegiata e osannata che ha indegnamente abdicato al proprio ruolo sociale. Sono costretti a pagare soltanto coloro che da sempre restano il proverbiale bersaglio fisso sotto tutti i governi repubblicani, specialmente i redditi medio-bassi, i servizi e i prodotti di largo consumo. Non hanno mai pagato e non pagheranno mai le "categorie tollerate" (più che tollerate si allineano alle categorie degli intoccabili o degli invisibili) che lavorano e guadagnano in nero e al netto di ogni qualsivoglia tassa: sono i cosiddetti "maghi", gli astrologi e assimilati il cui giro d'affari è stimato in sei miliardi di euro l'anno. Per non dire dei "lavoratori del sesso" (donne, uomini, trans, ecc.) il cui fatturato esentasse è stratosferico. Degli altri innumerevoli piccoli e grandi evasori l'Università delle Generazioni ha sempre scritto e parlato, evidenziando come siano "eroi del quotidiano" coloro i quali, invece, pagano le tasse e si sobbarcano i maggiori sacrifici sociali.
Queste ed altre categorie esentasse, in attesa della più vera ed urgente tra le riforme e messa in regola, potrebbero almeno adesso, civilmente e responsabilmente, dare il proprio contributo economico volontario (e anonimo) per risollevare le tristi sorti del nostro Paese così tanto martoriato. A parte tali categorie esentasse, il contributo potrebbe venire da chiunque voglia bene all'Italia. Non sarebbe esagerato affermare che potrebbero contribuire pure gli italiani residenti all'estero, specie quelli che hanno fatto maggiore fortuna (nei 150 e più anni di emigrazione, gli italiani dall'estero hanno sempre contribuito a realizzare strutture o eventi di utilità sociale nei propri paesi di orgine, come, ad esempio, in Agnone, il teatro Italo-argentino o a Stilo la statua a Tommaso Campanella). Ma a dare il proprio contributo non farebbero male neppure le categorie che finora hanno usufruito dell'otto per mille o del cinque per mille, poiché quando c'è da salvare la nazione serve il concorso di tutti, specialmente di coloro che già hanno goduto o continuano a godere di privilegi o di agevolazioni che altri, spesso nelle stesse condizioni operative, non hanno.
Infatti, è qui la proposta, il governo italiano potrebbe lanciare un apposito "Pro Italia Day" e, in tale contesto, distribuire negli uffici postali un bollettino di conto corrente già premarcato e indicare un numero di conto corrente presso tutte le banche per effettuare i versamenti volontari pro-crisi. Stessa cosa si potrebbe fare all'estero, prendendo come punto di riferimento ambasciate, consolati e banche. Per motivi di trasparenza, ogni somma raccolta dovrà figurare nell'elenco pubblicato dalla G.U.R.I. (Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana) e dai giornali che lo vogliano evidenziare. Chi effettua i versamenti può dare il proprio vero nome oppure farsi indicare da uno pseudonimo (che figurerebbe comunque nell'elenco GURI, ad ogni buon fine per il controllo, sotto la data del versamento e in ordine alfabetico con accanto la relativa somma versata).
Sarebbe, pure psicologicamente e idealmente, una grande prova di italianità, di coraggio, di civiltà e di coesione sociale: sentimenti che sono assai utili in questi tempi di appiattimento egoistico, di fuga dalla realtà e di troppo grande evasione civile oltre che fiscale.
Redatto da Domenico Lanciano, tel. 320-7982378 domenicolanciano@virgilio.it
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