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Perugia (Umbria) - 9 Febbraio 2010

Perugia, 80 Arresti Per Droga

PERUGIA, 80 ARRESTI PER DROGA

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PERUGIA - Ottantacinque ordini di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzato al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e alla tratta di essere umani. E' il bilancio di tre rilevanti attività investigative condotte del Ros (denominata "Little") e dalla compagnia dei Carabinieri di Foligno ("Smeraldo 1" e "Smeraldo 2"). Le indagini, tra loro collegate, sono state dirette dalla Procura distrettuale antimafia nelle persone dei sostituti procuratori della Repubblica, Antonella duchini e Manuela Comodi, con le ordinanze firmate dai pig, Paolo Micheli e Marina De Robertis.

In particolare l'attività dei Ros ha portato all'emissione di 26 ordinanze di custodia cautelare (che hanno già portato all'arresto di 11 albanesi e 2 italiani), al recupero di 11 kg di cocaina e alla denuncia di 26 persone. "Smeraldo 1", invece, a 8 ordinanze di custodia cautelare e, nel corso dell'indagini, all'arresto di 6 persone, al recupero di 8,5 kg di hashish e1 kg di cocaina e alla denuncia di 13 persone. "Smeraldo 2", infine, ha portato all'emissione di 51 ordinanze di custodia cautelare mentre nel corso dell'attività investigative all'arresto di 16 persone, al recupero di 1,3 kg di haschish e 3,1 kg di cocaina e alla denuncia di 150 persone.

Complessivamente sono state impiegate, in circa 2 anni di indagini, 500 persone: 100 unità operative del Ros e 400 del comando provinciale dei carabinieri di Perugia. Sono state utilizzate 4 unità cinofile, 1 elicottero e 120 automezzi. Sono state eseguite ulteriori 25 perquisizioni con rinvenimeto e sequestro di sostanze stupefacenti. Al centro delle indagini, tre pericolosi sodalizi criminali di matrice prevalentemente albanese, ritenuti responsabili del traffico di ingenti quantitativi di cocaina ed hashish, provenienti rispettivamente dai Paesi Bassi e dai Balcani e destinati alla distribuzione sul mercato umbro. E non solo. Nel corso delle indagini è stato documentato anche il coinvolgimento dei sodalizi indagati nella tratta e nello sfruttamento sessuale di giovani donne dell'est europeo.

Dalle prime ore di questa mattina, è in corso in Umbria, Campania e Toscana, una vasta operazione dei Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Perugia, per l'esecuzione delle 85 ordinanze di custodia cautelare. Nel corso della conferenza stampa, indetta alle ore 11, i carabinieri hanno teso ad evidenziare il successo di una strategia finalizzata a stroncare la diffusione della droga mediante un contrasto sistematico al fenomeno in tutte le sue espressioni, ovvero contro il narcotraffico (che organizza il trasport delle partite di ingenti quantità da paesi stranieri, soprattutto dal Belgio con scalo a Milano o Roma), i flussi verso l'Umbria, il reticolo di smistamento e di diffusione su scala locale. I particolari sull'operazione sono stati resi noti dal vicecomandante del Ros, Mario Parente, dal comandante provinciale dell'Arma di Perugia, Carlo Corbinelli e dal comandante della compagnia dei carabinieri di Foligno, Andrea Mattei.

Sono tre i sodalizi criminali operanti in Umbria nel traffico internazionale di cocaina e hascisc (ne sono stati sequestrati quasi 25 chili complessivamente) disarticolati dai carabinieri del Ros, del comando provinciale di Perugia e della compagnia di Foligno nel corso dell'operazione che oggi ha portato ad una settantina di arresti (85 le ordinanze di custodia cautelare emesse) tra Umbria, Toscana e Campania, concludendo di fatto tre diverse indagini collegate tra loro. Composti per lo più da albanesi e italiani, sono risultati spesso in sinergia tra loro per garantire l'approvvigionamento della droga e lo spaccio sul territorio.

L'indagine del Ros, denominata Little, è scaturita dall'operazione Brushwood che, nell'ottobre 2007 aveva portato all'arresto di cinque giovani (poi tornati in liberta' e ora sotto processo) per una presunta associazione sovversiva di stampo anarchico. Dagli accertamenti - e' stato riferito dagli investigatori - erano emersi rapporti tra il padre di uno degli indagati e quella che i militari ritengono una struttura criminale costituita in prevalenza da albanesi e dedita al traffico di cocaina ed allo sfruttamento della prostituzione. Secondo i carabinieri il sodalizio, con a capo due fratelli, era in contatto con cellule di connazionali attive in Olanda e Belgio, attraverso le quali veniva approvvigionata la cocaina destinata al mercato umbro ed a locali notturni del capoluogo. Il personale dell'Arma ha poi accertato che parte dell'acquisto della droga veniva finanziato con i proventi dello sfruttamento della prostituzione e che il sodalizio utilizzava giovani romene anche per lo spaccio. Altri albanesi, invece, rifornivano il mercato perugino dalla Grecia e dall'Albania dove venivano riciclati in investimenti immobiliari parte dei proventi.

Le indagini dei carabinieri della compagnia di Foligno, invece, denominate Smeraldo, hanno riguardato un ingente flusso di cocaina e hascisc che - è stato riferito - dalla Campania affluiva in Umbria. Le partite di droga - è emerso dall'inchiesta - erano garantite da un soggetto di Marano di Napoli che si serviva, come intermediario, del suocero, pasticcere nel folignate (dove affluivano gran parte degli stupefacenti). Una volta a Foligno la droga - ritengono i militari - veniva smerciata da un terzo soggetto che provvedeva ad organizzare i vari ''cavalli''. In una fase successiva dell'indagine, i carabinieri hanno delineato quello che e' stato definito un complesso sodalizio criminoso di matrice albanese, con base a Foligno, che si approvvigionava principalmente da Roma e dal Belgio. Secondo l'accusa il presunto capo del gruppo era il referente per Foligno di importanti trafficanti internazionali in Belgio e Albania, ma anche a Milano, Padova, Verona e Roma.

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