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Messina, Sicilia - 3 Giugno 2009

Pdl Piu Faldi Del Mpa

Pdl Piu Faldi Del Mpa
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Politica
03/06/2009




Micciché chiama, PdL Messina risponde: "sintonia tra coordinamento regionale e nazionale"

Presidente della Provincia, sindaco, deputati nazionali e regionali si compattano e prendono posizione sull'attuale situazione del partito: "Disertori danno immagine distorta". Intanto sugli attriti tra Pdl-Mpa la frenata arriva "dall'alto". La resa dei conti dopo le Europee. L'Udc rimane nel guado

Sintonia tra i coordinatori regionali e nazionali. E' quanto sostengono, attraverso una nota, il Presidente della Provincia di Messina Ricevuto, il Sindaco di Messina Buzzanca, i deputati nazionali Garofalo e Germanà, i deputati regionali Beninati, Corona e Formica, decine e decine di sindaci, centinaia di consiglieri comunali, consiglieri provinciali, assessori e quadri dirigenti del PDL Messinese, che definiscono "giusta" la linea politica tracciata da Castiglione e Nania, in totale totale sintonia con Bondi, La Russa e Verdini e quindi con il Presidente Berlusconi.
"Avremmo preferito non utilizzare la stampa, - hanno dichiarato - ma ci vediamo costretti a farlo, per evitare che i pochi disertori che da tempo utilizzano i giornali, possano dare un'immagine distorta del nuovo grande partito che in tanti ci onoriamo di rappresentare". Una presa di posizione che probabilmente in questa fase, serve anche a dimostrare la compattezza dei rappresentanti messinesi della parte maggioritaria del Popolo della Libertà. Rappresentanti che lunedì hanno partecipato all'incontro a Palermo tra i vertici del partito e gli amministratori delle principali città siciliane, convocato per definire una linea comune da seguire nella questione Lombardo.

Una vicenda, quella del ribaltone lombardiano alla Regione Siciliana, che continua a portare con sé strascichi anche se l'impressione odierna è che tutto posso alla fine risolversi con una stretta di mano tra il premier e il leader dell'Mpa. Il presidente del Consiglio Berlusconi, ha infatti chiesto una sorta di tregua a tutti gli attori dello scontro Pdl-Mpa-Udc. La crisi va affrontata, si risolverà, ma solo dopo le Europee. «Dopo il voto chiariremo tutto», ha annunciato il premier. Il che significa: nessuno si muova prima di allora. Una frenata che serve a distendere un po' il clima infuocato che caratterizza, in particolare, il confronto politico tra il coordinatore regionale del Pdl Giuseppe Castiglione e il fondatore di Forza Italia in Sicilia, il frondista del Pdl alleato di Raffaele Lombardo in questa crociata, Gianfranco Miccichè.

Proprio Miccichè tira dritto per la sua strada e rilancia con i numeri del suo "esercito": «Gli amministratori che si sono autosospesi in Sicilia sono molti di più di quanto scritto dai giornali. Ne contiamo in questo momento oltre 600». Sono i "fedelissimi" di Miccichè che, dopo la decisione dei vertici del partito di sospendere Bufardeci e Cimino (oltre Gentile), gli assessori che sono entrati nel Lombardo-bis, hanno deciso di tirarsi fuori per solidarietà. Ma Miccichè non ha risparmiato una frecciata a Nanni Ricevuto, che da Messina annunciava con una certa convinzione di voler revocare le deleghe dei due assessori Mpa della sua giunta provinciale, Bruno e Duca: «Gli assessori di una giunta si mandano a casa solo se sono scarsi ? ha detto - non per ripicche politiche».

In realtà la frenata chiesta da Berlusconi avrà effetti anche a Messina, dove comunque Ricevuto sembrava più convinto del collega di Palazzo Zanca, il sindaco Giuseppe Buzzanca, nell'andare avanti con l'epurazione dell'Mpa. In fondo è una questione di numeri: il centrodestra al Comune ha bisogno, ad ogni voto che conta, di questa o quella stampella del centrosinistra per andare avanti, figuriamoci dove andrebbe senza i tre voti dell'Mpa. Tutto fermo anche in città, dove però, è bene chiarirlo, non possono dormire sonni tranquilli né gli assessori autonomisti (a Palazzo Zanca sono Aliberti e Romano, più il presidente del consiglio Previti), né quelli dell'area Miccichè (Amata e Corvaja al Comune, Monea alla Provincia).

Ma è possibile che alla fine nulla accada e che tutto si riveli un colossale bluff, architettato alla perfezione per far fuori il terzo incomodo: l'Udc. Strategia che potrebbe avere un senso a livello nazionale, dove Berlusconi punta a spegnere le velleità di Casini di proporsi come reale alternativa al Cavaliere, e anche a livello regionale, seppur con qualche rischio, considerando che l'Mpa, nella caccia al suo 4 per cento, tenta di rosicchiare qualcosa allo scudo crociato. Ma l'operazione pare poco fattibile in tutte le altre amministrazioni locali, dove l'Udc ha una presenza a dir poco ingombrante se non addirittura maggioritaria (vedi Messina, in particolare Palazzo Zanca). La fine di questa storia non è ancora scritta e la conosceremo solo dopo il 7 giugno, ma non è detto che sarà rapida e indolore per tutti.

S.Caspanello - E.Rigano