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Paola (Cosenza, Calabria) - 11 Settembre 2010

Paola...sotterra

Paola...sotterra
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PAOLA, DENUNCIE COTRO CAPANNONE CON ETERNIT ABBANDONATO. LE AUTORITA' NON RISPONDONO
LE FAMIGLIE PROTESTANO.

Forse non tutti sanno che nella prima periferia paolana, esattamente in contrada Sotterra, esiste un gruppo numeroso di persone e famiglie, che da anni orami reclama, evidentemente invano, che venga abbattuto e demolito un capannone trentennale abbandonato, divenuto col tempo una vera e propria discarica a cielo aperto, di ogni tipo di materiale tossico possibile, con eternit a volontà. Se inizialmente curato in quanto pollaio, oggi per questa faccenda, (Eternit), che purtroppo sta per ora passando inosservata, si e' mobilitata la procura della Repubblica di Paola, sia nella veste del dott. Bruno Giordano, sia in quella del dr. Francesco Greco, l'ARPACAL, i vigili urbani, la questura di Paola, l'assessorato all'ambiente dello stesso comune paolano, tutti con lo stesso medesimo risultato: accertata la presenza di rifiuti, sporcizia ed Eternit. Per intanto l'allarme continua: la preoccupazione e l'ansia anche per la presenza di bambini piccoli, aumenta. A conferma dello studio portato a temine alcuni mesi fa da Comune e Asl, emerge ancora una volta la massiccia presenza nella zona del pericoloso materiale. Ma a niente sono valsi sino ad ora, gli appelli e le ispezioni in quanto il silenzio assordante dell'ente locale, come conferma un firmatario dei documenti, persiste e rimbomba. Ripetute denunce, cittadini di quest'area esausti, 150 firme raccolte, ma a distanza di anni, la vicenda ha inizio nel 2004, risultati non se ne sono ottenuti. Sette anni di "battaglia" contro i muri, e nonostante una condanna nei confronti dei titolari della struttura (intestatari come rileva la fonte catastale), con pena pecuniaria irrilevante, e richiesta di archiviazione gli stessi firmatari di questo movimento, non si sono mai arresi a questa prima quanto discutibile a loro parere sentenza, ed hanno proseguito nell'intento di far debellare questo mostro ecologico. In data 21 gennaio 2010 e 26 agosto 2010 ultime carte e documenti indirizzati ancora a questura e comune di Paola, da dove su entrambi i fronti sarebbero per lo meno dovute pervenire notifiche di ricevute. 150 persone, munite di carte, foto, denuncie, procure e avvocati in quantità industriale, se non verrà preso provvedimento adesso in tempo plausibile, oltre che chiedere come da tempo invocato, la presa di coscienza di un sindaco, che poco li ascolta si rivolgerà e adotterà uomini e mezzi più in alto possibile, per scuotere una coscienza di chi forse non bada alla salute altrui, o di chi crede che la dove non batte il sole, la dove non vengono organizzati eventi, i cittadini vengano automaticamente catalogati di serie B. La speranza è che queste denuncie arrivino il prima possibile alle orecchie libere di chi e' titolato a poter intervenire per lo smaltimento del tutto descritto. Certo è che continuano a rimanere impuniti coloro che commettono questo genere di reati che, vale ricordarlo, sono penalmente perseguibili. Vale la pena anche ricordare che i proprietari delle abitazioni confinante col mostro ecologico, oltre tutto combattono con animali randagi di vario tipo, malattie infettive da essi derivanti, nonché erbacce e serpenti che scorrazzano indisturbati. Forte e chiara concludono i portavoce di questi malumori, l'intenzione che l'ente intervenga o in caso estremo vengano riconosciuti i propri demeriti.

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