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Torino, Piemonte - 12 Novembre 2009

Omnia : Ivrea

Omnia : Ivrea
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I lavoratori di Omnia Network di Ivrea continuano a lottare
ultime notizie sulla situazione che stiamo vivendo .

Economia - Ivrea - 21/12/2009
Omnia: scambio epistolare tra proprietà e lavoratori
di Marco Campagnolo

Alessandro Gili, amministratore delegato di Osc SpA, nuovo nome dell'azienda che sul territorio è ancora conosciuta come Omnia, ha deciso di contrattaccare alle tante accuse piovute sull'azienda e sul management. Con una lunga lettera aperta (inviata ai sindacati, ai dipendenti, ai clienti, al ministero dello sviluppo economico e agli organi di informazione) Gili si propone quindi di «Fare chiarezza». Ma le sue argomentazioni non hanno convinto i lavoratori eporediesi (attualmente sottoposti a una procedura di licenziamento collettivo), che attraverso uno di loro (Luca Basilicata) controribattono alle dichiarazione del dirigente.

Innanzi tutto Gili ricorda come nasce Osc: «A seguito della manifestazione di interesse di un importante fondo di investimento Lussemburghese (East Investment) e dell'iniziativa di alcuni Manager tra i quali il sottoscritto, nasce il gruppo Voicity (prima Alba Rental) che acquisisce da Omnia Network le principali attività di call center (che diventano Ocs, Ndr): il partner finanziario si impegna a ricapitalizzare il gruppo con il conferimento di 40 milioni di euro di crediti commerciali che saranno versati in due tranche».

«La crisi che imperversa sul mercato ? continua l'ad - e il collasso di importanti aziende di settore non aiutano ad attenuare i disagi portati dall'allungarsi dei tempi di realizzazione del progetto di ricapitalizzazione: la prima tranche di 20 milioni di euro viene conferita solo in Novembre, e nel frattempo il ritardo cronico del pagamento delle retribuzioni (sempre di circa un mese), accresce l'esasperazione e lo sconforto. Iniziano le assemblee permanenti, gli scioperi, i pignoramenti creditizi, la sfiducia: tanto più il traguardo sembra essere vicino tanto più ci sembra di volerlo deliberatamente allontanare: il ritardo nel pagamento delle retribuzioni genera un disservizio, il disservizio non incoraggia il cliente al quale si chiedono di rivedere per un limitato periodo di tempo le condizioni di pagamento in modo da consentirci di erogare le retribuzioni».

Sarebbe in questo quadro che «Si succedono gli incontri al Ministero dell'Industria e dello Sviluppo Economico, costellati di continui attacchi alla compagine dirigenziale e dalla minaccia incombente di tavoli paralleli di crisi aperti nei confronti dei clienti, per la ricerca di una soluzione al problema creato da chi quei tavoli li ha richiesti, fra l'imbarazzo generale e la sensazione che forse certi atteggiamenti persecutori trovino ragione ben oltre l'interesse collettivo dei lavoratori».

Gili rende quindi noto che l'azienda lo scorso martedì 15 ha deciso di bonificare un acconto di 500 euro per ciascun lavoratore di Osc Spa. «A fronte di un ritardo di pochi giorni rispetto alle normali scadenze (alcuni lavoratori hanno valuta 27 Novembre, altri 5 Dicembre, altri 10 Dicembre, altri ancora 20 Dicembre!) ? si lamenta però il dirigente - ci troviamo con assemblee permanenti e proposte di scioperi ad oltranza, a ridosso del mese di gennaio che è quello entro il quale si prevede che sia la ricapitalizzazione che l'instabilità finanziaria dovrebbero essere risolte».

E qui arriva il contrattacco di Gili: «Non si può dimenticare che da mesi esiste un problema finanziario del gruppo, che non si risolve purtroppo con gli scioperi, che non si risolve sottolineandone la gravità, che non si risolve negandone l'esistenza e pretendendo che i pagamenti diventino magicamente puntuali. Si risolve ? sostiene l'ad - con il lavoro e con le responsabilità che sono in capo a tutti noi, e le responsabilità non si nutrono di speranze, illusioni, false promesse o chimere, ma della consapevolezza che il mantenimento del nostro posto di lavoro e il nostro futuro professionale passa essenzialmente dalla qualità e dall'apporto di ciascuno, mentre per la disfatta è sufficiente l'opera di pochi».

«E responsabilità ? è la chiusura della lettera - significa esserci, essere presenti, metterci la faccia, la reputazione, la credibilità, fino in fondo. Ed è quello che cerco di fare ogni giorno io con tutti Voi».

Ma tutte queste argomentazioni non sembrano però convincere i lavoratori di Ivrea, che in vero non è che ricevano gli stipendi in ritardo, ma sono stati tutti licenziati perché l'azienda ha deciso di chiudere la sede. E tutti i dubbi, tutte le incongruenze, e tutta la rabbia la esprime Basilicata nel suo commento alla lettera di Gili:


Dopo questa lettera aperta, il Signor Gili ci deve spiegare perché la sede di Ivrea è stata chiusa, perché siamo ancora senza stipendio, perché non ha mai pagato un affitto della nostra sede di lavoro (sfratto esecutivo con chiusura del sito il 15-12-2009), perché non sono stati fatti i versamenti di Cometa, perché continuano a cambiare nome della società ogni "cambio di stagione", perchè cambiano ogni "quarto d' ora i responsabili della direzione", perché hanno preso soldi pubblici per i corsi di formazione (500 mila euro) e sono scappati dopo due anni, perché gli stessi Signori di Omnia Network, OSC (vedi Liori) dopo aver contribuito a chiudere il sito di Ivrea hanno deciso di rovinare il nostro territorio andando a far danno ai nostri vicini di casa di Eutelia e Phonemedia?

Perché, Signor Gili, non si mette nei nostri panni come nel recente passato hanno fatto imprenditori marchigiani e bergamaschi, e ci fa capire come riesce ad arrivare a fine mese con gli stipendi da fame che erogate (quando vi ricordate di farlo)... sono veramente deluso da questi imprenditori ciarlatani con le pezze al culo che vengono a devastare il nostro Canavese e la Politica che permette loro di agire in questo modo senza fare delle leggi adeguate che tutelino lavoro, persone e territorio.

Articolo pubblicato su Localport notizie ivrea
http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=54684

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